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Consiglio | 10.04.2019 | 11:30

La Garante per l’infanzia e l’adolescenza in Consiglio: aumenta la violenza sui bambini

Audizione di Paula Maria Ladstätter in Consiglio provinciale: l’attività 2018.

L'intervento della Garante per l'infanzia e l'adolescenza Paula Maria Ladstätter (Foto: Werth).ZoomansichtL'intervento della Garante per l'infanzia e l'adolescenza Paula Maria Ladstätter (Foto: Werth).

(Questo comunicato viene redatto in forma impersonale ed essenziale nel rispetto della normativa sulla Par condicio, legge 22 febbraio 2000, n. 28)

La violenza a sfondo sessuale, fisica e psichica sui bambini aumenta: lo ha riferito la Garante per l’infanzia e l’adolescenza dell’Alto Adige, Paula Maria Ladstätter, nel corso dell’audizione di oggi in Consiglio provinciale, presentando, quale megafono degli adolescenti e delle adolescenti altoatesini, la Relazione sull’attività svolta 2018. L’anno scorso, rispetto a quello precedente, le richieste sono rimaste costanti: sono state avviate 411 nuove pratiche, in aggiunta alle 696 del 2017 ancora in elaborazione. È aumentata la violenza, esercitata nelle sue forme più diverse. I temi trattati riguardano tutela dei giovani, conflitti famigliari, separazione, divorzio, affidamento, adozione, scuola e mobbing, internet e diritto dei giovani all’autodeterminazione; spesso erano più problematiche a sovrapporsi. La Garante per l’infanzia e l’adolescenza, istituto che nel 2019 compie 10 anni, ha inoltre preso parte a 75 incontri di gruppi di lavoro.

Non tutti i bambini e i giovani, in Alto Adige, crescono in un ambiente sicuro e protetto. Nell’audizione di oggi in Consiglio provinciale, la Garante per l’infanzia e l’adolescenza Paula Maria Ladstätter ha sottolineato che si deve fare tutto il possibile affinché nessun bambino rimanga indietro. Tutti i minori e le minori della provincia, infatti, hanno diritto a un’esistenza sicura e alle migliori opportunità di sviluppo; inoltre, devono poter esprimere liberamente e senza paura la loro opinione nelle decisioni che li riguardano.

C’è il quattordicenne regolarmente picchiato dal padre, la cui madre si schiera dalla parte del marito e non da quella del figlio. C’è il padre che viene a sapere che la sua ex compagna, dopo la separazione, tratta in maniera gravemente diseguale i due figli avuti insieme. C’è poi la mamma in pena per la figlia che a scuola subisce un intenso mobbing.

Nel 2018, insieme a due collaboratrici e a un collaboratore, la Garante per l’infanzia e l’adolescenza ha svolto 1.767 consulenze telefoniche e 192 colloqui a tu per tu, nonché risposto a 184 richieste arrivate via mail e a 13 pervenute tramite i social media. I temi affrontati riguardavano tutela dei minori, abbandono scolastico, trascuratezza, disparità di trattamento e sviluppo consono all’età, conflitti famigliari, separazione e divorzio, diritto di visita di uno dei genitori e corresponsione dell’assegno di mantenimento dei figli, violenza domestica, psichica, fisica e sessualizzata, problemi tra genitori e figli, questioni educative e relative all’affido, integrazione di scolari e scolare più deboli e di bambini con bisogni particolari a scuola e nella quotidianità, mobbing, cybermobbing e bullismo a scuola e nel tempo libero. Parecchie situazioni erano caratterizzate da molteplici problematiche. La maggior parte dei casi sono complessi, la relativa elaborazione è impegnativa e si sviluppa nel corso di diversi anni. “Servono incontri con i singoli, colloqui di mediazione e contatti costanti con i partner di rete competenti”, spiega Paula Maria Ladstätter.

La Garante per l’infanzia e l’adolescenza e il suo team hanno partecipato, lo scorso anno, a 75 incontri di rete e di gruppi di lavoro, caratterizzati da scambi di esperienze, elaborazione di temi e strategie per il benessere dei bambini, di misure di prevenzione e di sensibilizzazione.

Al termine dell’audizione, consigliere e consiglieri, ringraziando la Garante per il suo lavoro, le hanno posto alcune domande. La Süd-Tiroler Freiheit ha chiesto informazioni sulle motivazioni dell’alto tasso di suicidi tra i giovani e sull’uso del velo da parte delle bambine a scuola; hanno poi chiesto quanti casi sono stati risolti e come, informazioni sull’abuso di alcool fino al coma, su eventuali richieste da fuori provincia, sulla possibilità per il Consiglio provinciale di intervenire con miglioramenti. Il Gruppo Verde si è interessato delle eventuali tendenze rilevate dalla Garante nei 5 anni della sua attività e in particolare delle ragioni della fobia scolastica. Anche i Freiheitlichen hanno affrontato il tema del tasso di suicidi, criticando i tagli alla durata delle consulenze preso la psichiatria infantile recentemente deliberato dalla Giunta, nonché l’aumento della violenza nelle scuole verso gli alunni ma anche verso gli insegnanti e l’aumento del consumo di droga. Il Partito Democratico / Liste civiche ha chiesto informazioni sul rapporto con il Tribunale dei Minori, il consumo giovanile di alcool e droghe, la presenza anche in provincia di giovani con la sindrome di Hikikomori, l’opinione della Garante sul disegno di legge Pillon che prevede la mediazione obbligatoria in caso di separazione. Il Team Köllensperger si è interessato della gestione delle domande telefoniche e online, di eventuali contatti della Garante con psicologi dell’infanzia e delL’adolescenza cui indirizzare i giovani che le si rivolgono, degli interventi di prevenzione del suicidio, e ancora dei contatti con le scuole e degli abusi nell’impiego di giovani diplomati alla scuola alberghiera, della dotazione di personale dell’Ufficio della Garante e delle sue richieste per affrontare al meglio il suo compito, degli eventuali colloqui privati offerti agli alunni a margine degli incontri con le scuole. La SVP ha chiesto informazioni su interventi preventivi per garantire serenità ed equilibrio nelle famiglie, su studi comparativi con altre regioni. La Garante per l’infanzia e l’adolescenza Paula Maria Ladstätter ha riferito in merito ai suicidi di situazioni famigliari difficili e di difficile collaborazione famiglia-distretto sociale, con allontanamento dell’adolescente, dell’aumento del bullismo non solo a scuola ma anche al di fuori di essa, di forte pressione. Ha sottolineato l’importanza di sostenere la famiglia anche subito prima e subito dopo la nascita dei figli, un momento che spesso mette in crisi le coppie.In quanto all’immigrazione, è un fenomeno abbastanza recente: con la seconda generazione stanno emergendo temi in discussione già da tempo in Germania o Austria. Questi giovani sono in grande difficoltà perché vivono in conflitto tra due culture. Alla politica, la Garante ha chiesto di non risparmiare in termini di risorse destinate a bambini e adolescenti a scuola, nel sociale, nella sanitá, “perché si tratta di un boomerang che poi torna”. I distretti sociali hanno una situazione difficile: spesso si trovano a gestire la terza generazione di una stessa famiglia, e anche questo dimostra che c’è bisogno di risorse di personale e di mezzi finanziari, di condizioni di lavoro adatte a impedire l’abbandono, perché per le operatrici - in maggioranza donne - è molto pesante. In campo sanitario, ci vuole un servizio pediatrico a disposizione anche nei fine settimana. Non bisogna risparmiare nemmeno sulla scuola, dove aumentano gli alunni con necesitá particolari, da quelli con background migratorio a quelli con diagnosi funzionali. È importante intervenire contro la povertà, presente anche in Alto Adige e altamente condizionante. In comparazione con altri Garanti, si notano similitudini: con Innsbruck e Trento si vuole rafforzare la collaborazione proprio sul tema della povertà. Ladstätter ha infine auspicato che vada a buon porto la ristrutturazione della sede del suo Ufficio e che si verifichi un aumento del personale, con la presenza di uno psicologo.

Per tutte le questioni riguardanti i minori e le minori, il team della Garante per l’infanzia e l’adolescenza è a disposizione via telefono allo 0471.946050, via WhatsApp al nr. 331.1738847, via mail all’indirizzo info@garanteinfanzia-adolescenza-bz.org e via facebook alla pagina www.facebook.com/kijagaia.

La Garante per l’infanzia e l’adolescenza

È un’istituzione della provincia di Bolzano, istituita con la legge provinciale n. 3 del 26 giugno 2009: quest’anno compie quindi 10 anni. Nell’esercizio del suo mandato, la Garante per l’infanzia e l’adolescenza è indipendente e sovrapartitica. Fornisce consulenza ai giovani con problemi e li sostiene, è megafono degli adolescenti e delle adolescenti e ne rappresenta gli interessi a livello politico e sociale. 


(MC)