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Consiglio

Difesa Civica | 11.09.2018 | 15:46

Difesa civica, presentata in aula la Relazione 2017

La Difensora civica Morandell ha presentato al plenum la Relazione sull’attività svolta nel 2017.

La Relazione 2017 della Difesa civica. (Foto: Consiglio/H. Seehauser)ZoomansichtLa Relazione 2017 della Difesa civica. (Foto: Consiglio/H. Seehauser)

In apertura della seduta di settembre del Consiglio provinciale è intervenuta la Difensora civica Gabriele Morandell, presentando la sua Relazione sull’attività svolta nel 2017.

Dopo aver sottolineato l’indipendenza della sua figura ed evidenziato che mai le sono arrivate richieste da parte della politica, la Difensora civica ha spiegato che  sono 5.045 le persone che nel 2017 si sono rivolte al suo ufficio: “Ciò evidenzia l’importanza di questo istituto, e il fatto che un gran numero di persone gli attribuisce oggettività, neutralità e capacità di affermazione”, sottolinea con soddisfazione la Difensora civica Morandell. Il numero di reclami è leggermente aumentato rispetto al 2016, tuttavia si può dire che il numero delle richieste si è mantenuto, negli ultimi 4 anni, tra le 900 e le 1.000 l’anno. Quello che aumenta annualmente è, invece, il numero delle consulenze: se nel 2014 erano 2.616, nell’anno successivo erano già cresciute a 3.068, e nel 2016 a 3.560, fino ad arrivare nell’anno relativo a questa relazione, il 2017, addirittura a 4.097. “Il consistente aumento dei colloqui di consulenza si può spiegare sicuramente con il crescente grado di conoscenza della Difesa civica in provincia di Bolzano”, ha spiegato Morandell, aggiungendo che nel 2017 sono stati portati a conclusione anche 950 reclami pendenti.

La parte più consistente dei reclami riguardava il rapporto coi Comuni (32,7%), seguito da quello con l’amministrazione provinciale (20,68%), l’Azienda sanitaria provinciale (16,03%) e gli uffici statali in Alto Adige (11,39%). Considerando come parte dell’amministrazione provinciale anche gli enti a essa collegati, come l’Azienda sanitaria e l’Istituto per l’Edilizia Sociale IPES, allora è pari al 40,40 % la percentuale di reclami a essa riconducibile. Per quanto riguarda i reclami nei confronti dei Comuni, il tasto dolente concerne le questioni edili (38,06 %), seguito da quesiti patrimoniali (19,03%), tasse (14,84%) e sanzioni amministrative (11,61%).

Più della metà dei reclami provenivano da Bolzano, la Val Pusteria e il Burgraviato: nel dettaglio, il 20% riguarda l’area di Bolzano, il 18,46% l’area del Burgraviato e un ulteriore 18,35% l’area pusterese.

La Difensora ha sottolineato anche la collaborazione con le omologhe del Tirolo e del Trentino e la partecipazione ad incontri e convegni in Italia e all’estero.

A differenza di quanto accade di regola nel primo contatto con la pubblica amministrazione, ha spiegato poi, in occasione del primo incontro con la Difensora civica o il suo staff il cittadino ha innanzitutto la possibilità di illustrare liberamente il proprio caso e le proprie perplessità, cosa che il più delle volte non può fare con l’impiegato dell’amministrazione, al quale manca il tempo necessario. Cittadini e cittadine apprezzano quindi in primo luogo il fatto di avere uno spazio di ascolto. In tal senso, la Difensora civica funge, a seconda dei casi, da “consigliera”, da “sostegno morale”, addirittura da “ultima speranza e ancora di salvataggio”, ma anche da “parafulmine”, dato che in certi casi gli utenti danno libero sfogo al proprio disagio. Spesso si intuisce anche che talune persone fanno fatica a “tradurre in parole” le proprie istanze. In questo caso, la Difensora civica ha il compito di rielaborare e infine formulare concretamente le loro istanze.

Obiettivo della Difesa civica è trovare, quando possibile, una soluzione a un determinato problema, o perlomeno di riuscire a chiarire la questione, anche ricercando – e qui sta la sua forza – soluzioni creative e concrete. Per la Difensora civica è sempre molto importante ascoltare tutt’e due le versioni per poter alla fine mediare tra le parti. In tal senso, la Difensora civica si considera anche una “mediatrice” tra cittadino e amministrazione: dopo aver ricevuto i pareri richiesti, infatti, illustra ai cittadini l’azione dell’amministrazione, e può accadere che in tali occasioni si trovi a giustificarne la posizione e in tal modo a rafforzarla. E se un cittadino fatica a comprendere il linguaggio amministrativo, la Difensora civica funge – per così dire –  da “traduttrice”.

Morandell, che ha sottolineato di aver cercato ogni volta di “seminare un poco di speranza”, pur senza illudere i cittadini che le si sono rivolti, ha quindi illustrato alcuni casi, raccolti nella Relazione sull’attività svolta che è disponibile sulla webpage della Difesa civica, www.difesacivica.bz.it, e ha infine risposto alle domande poste da consiglieri e consigliere, i quali, così come il presidente del Consiglio e quello della Provincia, hanno anche espresso unanime apprezzamento per l'attività svolta dalla Difensora civica.


(MC)