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Consiglio | 06.07.2018 | 11:31

Lavori Consiglio: Approvato il dlp sui grandi carnivori

La seconda parte della discussione generale e la discussione generale del dlp 162/18, approvato con 25 sì, 3 no e 2 astensioni. La prima sessione di luglio è terminata. Il Consiglio provinciale torna a riunirsi il 23 luglio.

È ripresa oggi in Consiglio provinciale la discussione del disegno di legge provinciale n. 162/18, Misure di prevenzione e di intervento concernenti i grandi carnivori. Attuazione dell'articolo 16 della direttiva 92/43/CEE, presentato dall’ass. Arnold Schuler.

Sigmar Stocker (Die Freiheitlichen) ha ricordato lo scambio di vedute in commissione e l’importanza del tema, di cui bisogna occuparsi in quanto fenomeno nuovo. Sono tre le cose da considerare: innanzitutto bisogna chiedere cosa significa la protezione degli animali. Secondo gli animalisti, si tratta di proteggere solo il lupo, ma l’unico nemico naturale del lupo è l’uomo, che non può fargli nulla, mentre le pecore vengono sbranate senza che si faccia nulla e senza che nessuno le protegga, anzi, si dice che sono “solo 36 l’anno”. Quindi chi protegge solo il lupo non è animalista, al contrario. I lupi non sono più in via d’estinzione, e bisogna affrontare una regolamentazione. Il secondo punto è lo spreco incredibile di mezzi finanziari per recinzione, formazione, cani per la protezione delle greggi. In Francia 360 lupi costano 26 milioni: “Per un animale che non è nella lista delle specie protette non sono disposto a spendere 73.00 e al giorno”. Terzo, non reagire alla presenza dle lupo potrebbe avere come conseguenza azioni di autodifesa, perché una reazione è possibile, e chi vive in cittá non capisce le esigenze di chi vive in periferia. Stocker ha criticato che i Verdi in commissione non avessero votato per il passaggio alla discussione articolata, dimostrando così di non avere a cuore tutti gli animali, comprese le pecore che muoiono dopo lunga agonia.

Bernhard Zimmerhofer (Süd-Titroler Freiheit), ricordando i lavori in commissione, ha sottolineato la scarsa comprensione di Roma e Bruxelles verso le esigenze della Provincia autonoma, come dimostra l’ultima sentenza contro l’ex presidente della Provincia e il dott. Erhard, che finanziariamente verrá distrutto. Anche questo disegno di legge, prevedendo il parere dell’ISPRA, vincola a Roma. Esso permette comunque di intervenire. I soldi spesi in opere di protezione e altro sono sprecati.

Riccardo Dello Sbarba (Gruppo verde) ha ricordato la proposta dei Verdi di 4 e 7 anni fa di preparare un gruppo di lavoro per preparare la popolazione, “ma ci è stato detto di no: ora siamo all’emergenza, agli allarmi e - pochi mesi prima delle elezioni - al populismo”. La paura va dimensionata: ci sono più capi che muoiono per incidenti o cadute nei burroni che non capi sbranati dal lupo, che però ovviamente fa paura. Il disegno di legge di Schuler, parallelo a quello di Dallapiccola in Trentino, non ha come obiettivo, come si dovrebbe dire tutti e soprattutto al presidente del Bauernbund,  “ein wolfsfreies Südtirol”, ma la gestione della convivenza tra grandi predatori, altri animali ed esseri umani. Permettendo di intervenire con soluzioni drastiche in singoli casi, si rende possibile la convivenza pacifica tra gli altri capi e i restanti abitanti del territorio. I grandi predatori sono stati qui per secoli, e tra un secondo la fase senza di essi sará considerata una parentesi. Bisogna anche capire qual è il posto del genere umano sulla terra, il cui egocentrismo va limitato: “Non si può modellare la natura a nostra immagine e somiglianza, essa ci pone dei limiti”. Il consigliere ha aggiunto che il disegno di legge è incostituzionale, perché una Regione o Provincia autonoma non può attuare direttamente una direttiva Habitat, come l’assessore ben sa: la competenza è dello Stato. Quindi il disegno di legge resterà sulla carta e sarà impugnato, “ma a voi interessa solo che resti in vigore due o tre mesi, per arrivare alle elezioni. Risulterà che la maggioranza avrà fatto di tutto, ma poi la colpa sarà di Roma. Lo stesso avvenne nella scorsa legislatura con la legge sulla toponomastica”. In questo modo, però, si illude la gente. Perché il dlp tenga, bisognerebbe almeno rafforzare il ruolo dell’ISPRA, prevedendo non solo una semplice acquisizione dle parere, ma che esso sia vincolante. Dello Sbarba ha poi trattato il tema delle misure alternative, dai recinti all’affidamento del gregge ai pastori: “Queste misure devono essere implementate, per poi essere dichiarate insufficienti, ma attualmente nessuno le ha attuate”. In quanto alla commissione speciale, “Noggler ne ha già in tasca la relazione finale: dirà che le misure di protezione non funzionano e che l’unica soluzione è sparare”.

Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha evidenziato che il tema accompagnerà la campagna elettorale, insieme a quello delle migrazioni: entrambi riguardano la paura dei cambiamenti della società, della perdita di controllo; entrambi sono temi che polarizzano, e qui c’è un conflitto tra città e provincia. È assurdo rinfacciare la mancanza di capacità di giudizio a chi abita in città, perché allo stesso modo i “cittadini” potrebbero togliere il diritto di parola a chi abita fuori in tema di mobilità, biblioteche o altro. Qua si discute del bene generale che è il paesaggio, e non appartiene solo a chi abita in campagna. Una polarizzazione simile c’era negli anni ‘20 e ‘30 del Novecento, come dimostra la letteratura dell’epoca, ma va respinta, altrimenti avrà i suoi effetti soprattutto su tutti coloro che si ritengono tutore di una parte della provincia.

Sigmar Stocker (Die Freiheitlichen) ha ripreso la parola per dire a Foppa che evidentemente lei non ha mai parlato con chi ha questo problema, e che i contadini di montagna dicono proprio che i cittadini non li ascoltano e non capiscono cosa vuol dire perdere e una pecora. Bisogna essere pragmatici, non filosofi.

Oswald Schiefer (SVP) ha evidenziato che Foppa abita ai margini del bosco, quindi  non si capisce perché faccia questa differenza tra cittá e periferia. In periferia la tematica è molto sentita, e i contadini di montagna coinvolti si sono sempre lamentati che la Provincia non facesse nulla. La proposta va appoggiata, anche per via dell’accompagnamento da parte della Commissione speciale.

L’ass. Arnold Schuler ha replicato che per quanto riguarda il lupo la situazione è molto diversa rispetto all’Accordo di Berna del ‘79 e le relative direttive, bisogna chiedersi se lo status di protezione è ancora necessario. Una regolamentazione di base serve, compresi eventuali prelievi se il numero di capi dovesse aumentare troppo. La Provincia non ha la competenza in merito, e fino a che punto si può arrivare lo dimostrano le soluzioni trovate dai vari Stati della UE muovendosi sul ghiaccio, “ma bisogna avere il coraggio di fare qualcosa con le possibilitá che abbiamo. Il rischio di impugnazione c’è sempre, ma si cerca di evitarlo”. Bisogna comunque essere ottimisti, “sono convinto che la legge possa reggere a eventuali impugnazioni”. In quanto al parere dell’ISPRA, si cercherà una regolamentazione generale per evitare pareri ad hoc. In Italia si è sperato che l’arrivo del lupo potesse ridurre le popolazioni di cinghiali, ma così non è stato. Dello Sbarba ha detto che lui convive anche con le zanzare, ma anche questo animale viene combattuto con ordinanze dei sindaci; anche il confronto con la migrazione non regge. Il paesaggio appartiene a tutti, ma non tutti sono consci della situazione di chi convive con questi animali, e le conseguenze dell’inerzia potrebbero essere gravi, fino all’abbandono degli alpeggi. Una regolamentazione trasparente è un vantaggio per tutti, altrimenti i conflitti aumenteranno, e nasceranno rischi anche per le varietá delle specie.

Approvato il passaggio alla discussione articolata (24 sì, 3 no), è stato esaminato l’articolo 1, che introduce la possibilità di prelievi di orsi e lupi acquisito il parere dell’ISPRA.

Riccardo Dello Sbarba (Gruppo verde), ricordando di aver proposto già nel 2014 l’istituzione di un gruppo di lavoro che elaborasse un Piano di gestione, che avrebbe compreso misure preventive e, in casi eccezionali, il prelievo. Quando Schuler dice che bisogna intervenire, dovrebbe ricordare anche che la maggioranza allora respinse questa proposta. Egli ha quindi proposto con emendamento di prevedere l’intesa obbligatoria con l’ISPRA, nonché l’avvenuta adozione delle migliori misure di prevenzione disponibili non abbia avuto esito positivo quale condizione per procedere agli eventuali prelievi. Il parere di un’autorità scientifica in questo caso è indispensabile. Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto come viene gestito il reperimento di singoli animali problematici. Respinti gli emendamenti di Dello Sbarba e due emendamenti dei Freiheitlichen correttivi dell’articolo, l’articolo è stato approvato con 26 sì e 3 no.

Approvati anche gli articoli 2 (disposizione finanziaria) e 3 (entrata in vigore).

In ambito di dichiarazioni di voto. Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha annunciato voto contrario ipotizzando che la legge avrá vita breve e sottolineando che nessuno potrá rinfacciare ai Verdi che prendono decisioni sulla base di un calcolo elettorale: “Abbiamo delle convinzioni e le difendiamo a prescindere dalla convenienza nei prossimi due mesi”.

Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha rilevato l’effetto forte di immagini di pecore sventrate, sottolineando che la natura è brutale e la crudeltá in natura esiste, come si vede quando i gatti mangiano i topi. La maggior parte di chi vota la legge mangia anche carne, di animali che non vengono sbranati ma comunque uccisi. Certe foto possono manipolare tanto.

Hans Heiss (Gruppo Verde) ha evidenziato che adottare misure per le protezioni delle greggi non sarebbe una panacea, ma è pur sempre una protezione, e si è augurato che Giunta e Bauernbund se ne convincessero. I Verdi sono favorevoli anche ad eventuali prelievi, ma nella certezza del diritto; questa legge non dá una base giuridica. Il lupo è una specie protetta, e la legge interviene in ambito penale: già questo fa ipotizzare una prossima impugnazione. 

Sigmar Stocker (Die Freiheitlichen) ha sottolineato che non si tratta di abbattere tutti i lupi, ma semplicemente di regolare. In quanto a immagini, ha ricordato quella usata dai verdi con i contadini sui trattori che irrorano i frutteti. Bisogna fare qualcosa, anche per permettere escursioni in sicurezza e senza recinti a turisti e locali.

Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore) ha ribadito il suo scetticismo in relazione alla possibilità della Provicnia di intervenire in questa materia. La legge prevede una possibilità di intervento della Provincia con strumenti radicali, dalla cattura al trasferimento all’abbattimento, nei confronti di specie protette, e nessuno sa rispondere sulla possibilità della Provincia di intervenire autonomamente. Un contenzioso costituzionale è possibile, ma anche altre volte si sono forzate le situazioni. Questa legge farebbe sì che a Bolzano si opererebbe in maniera diversa rispetto a Trento, a Trento in maniera diversa rispetto alla Sicilia. Ha quindi ricordato che Hochgruber Kuenzer aveva detto che i cani da pastore sono un problema anche per gli escursionisti, e tuttavia il Consiglio ha approvato una norma che li finanzia: gli escursionisti dovranno difendersi anche da questi cani. Urzì ha infine annunciato astensione.

L’ass. Arnold Schuler ha replicato che la Provincia attua direttamente la normativa UE, e questo rientra nelle sue competenze. Se sulla base di questa normativa si possono prelevare questi animali, e se si creano i presupposti, non ci sarà più il reato penale. Con l’ISPRA si cercherá un parere generale che lasci una certa flessibilità. In Isvizzera ogni specie è considerata individualmente, e se si dimostra che un capo ha ucciso si può prelevare. Schuler ha poi respinto l’accusa di Dello Sbarba di non aver fatto nulla fino a oggi: è stata contattata un’organizzazione svizzera che si occupa della protezione delle greggi, sono state fatte visite, consultati esperti di grandi predatori, avviati contatti con altre Regioni. La commissione speciale dará un sostegno anche per trovare soluzioni. La legge offre nuove possibilità all’interno di una cornice giuridica possibile.

Il dlp 162/18 è stato quindi approvato con 25 sì, 3 no e 2 astensioni.

La prima tornata di sedute di luglio è terminata. Il Consiglio provinciale torna a riunirsi dal 23 al 27 luglio prossimi.

 

(MC)