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Consiglio | 05.07.2018 | 18:01

Lavori Consiglio: Grandi carnivori

Avviata la discussione generale del dlp 162/18, Misure di prevenzione e di intervento concernenti i grandi carnivori. Attuazione dell'articolo 16 della direttiva 92/43/CEE. Si prosegue domani.

È stata avviata questo pomeriggio in Consiglio provinciale la discussione del disegno di legge provinciale n. 162/18, Misure di prevenzione e di intervento concernenti i grandi carnivori. Attuazione dell'articolo 16 della direttiva 92/43/CEE, presentato dall’ass. Arnold Schuler. Il disegno di legge si compone di un unico articolo (oltre a due tecnici) con il quale si prevede che il Presidente della Provincia adotti le misure di applicazione della Direttiva Habitat di prevenzione e di intervento connesse alla gestione della presenza dell’orso e del lupo nel territorio provinciale nel rispetto delle finalità, delle condizioni e dei limiti previsti dall’articolo 16 della direttiva n. 92/43/CEE. L’adozione delle misure è attuata, acquisito il parere dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA). La norma infine assicura che la Provincia fornisca allo Stato le informazioni necessarie all’adempimento degli obblighi di comunicazione alla Commissione europea. L'ass. Schuler ha spiegato che dato che la popolazione di lupi è cresciuta in modo esponenziale, sono necessarie delle norme che tengano conto di questa nuova situazione. Negli ultimi anni anche in Alto Adige ci sono stati problemi con i lupi, che sono destinati ad aumentare ulteriormente. Le conseguenze dell'aumento della popolazione di lupi non possono essere viste soltanto positivamente; infatti i danni per l'agricoltura, ad es. gli animali sbranati, sono notevoli. In provincia l’area rurale non è abbandonata, ci sono 1.300 malghe usate come pascolo, e questo ha effetti positivi non solo per l’agricoltura, ma anche sul paesaggio, il turismo, e la stessa popolazione che vive in periferia; sono inoltre molto numerosi i sentieri e le strade forestali: questo dimostra che non c’è l’habitat adatto per grandi carnivori, cosa che fa nascere dei conflitti. È giusto adottare delle misure per intervenire, con la consapevolezza che, nell’insieme, in Europa c’è una nuova valutazione:; lo status di protezione non è più giustificato, per il lupo non c’è più il rischio d’estinzione. Gli Stati membri dell'UE avrebbero la possibilità di intervenire per garantire uno stato di conservazione soddisfacente degli animali - nei Paesi scandinavi, per esempio, è stato stabilito che lo stato di conservazione soddisfacente corrisponde a 200 esemplari - ma lo Stato italiano non si è ancora attivato in questo senso, per questo la Provincia di Bolzano ora intende prendere delle iniziative per applicare direttamente il diritto comunitario. Obiettivo del disegno di legge, che interviene in un ambito per il quale la Provincia detiene la competenza legislativa primaria, ovvero l'agricoltura di montagna, è l'attuazione della direttiva 92/43/CEE, sulla base della quale il presidente della Provincia, dopo aver acquisito il parere dell'ISPRA, può disporre l'abbattimento dei lupi. Per quanto riguarda l’orso, la situazione è simile, anche se a differenza del lupo è stato insediato. Il suo sviluppo è andato per^o in maniera molto più veloce rispetto a quanto pensavano gli esperti

Discussione generale.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha rilevato che la percezione in merito a lupo e orso, da parte della popolazione, è cambiata negli ultimi 4-5 anni: prima vedeva il lupo in maniera positiva, ora no. Ci sono contadini che riferiscono di essere tornati a valle con il bestiame per evitare l’incontro col lupo. Il consigliere ha sostenuto che la valutazione da parte di esperti è abbastanza facile per quanto riguarda l’orso e i relativi esemplari problematici, ma così non è per il lupo, che si muove più velocemente e non è facilmente identificabile.

Hans Heiss (Gruppo Verde) ha evidenziato che l’arrivo del lupo viene caricato di tutti i sentimenti negativi legati a crisi economica, immigrazione eccetera. I danni da esso prodotti non sono comparabili con quanto presentato dai media: l’anno scorso si è trattato di poche decine di pecore, ma nei media è sembrato che ci fosse una mattanza; alcune testate altoatesine sono felici di sfogarsi sul lupo e contro la Giunta. Il lupo è tornato e l’aumento di capi è stato importante, e questo è sicuramente preoccupante per molti agricoltori, ma è anche un processo naturale, perché è parte della natura: di per sé non cacia agnelli o morde vacche, ma è un cacciatore opportunista, che mira alle prede più facili; si ciba al 90-95% di selvaggina malata e quindi ha anche una funzione regolatrice. L’allevamento di pecore e capre è aumentato in Alto Adige, fino alle attuali 42.000 unità, 12-15% in più rispetto a 10 anni fa, e i pastori si sono abituati a tenere le bestie in libertà: questo interessa i lupi, ma nonostante tutto i danni sono molto limitati, tanto che l’anno scorso c’è stato solo un attacco sull’Alpe di Siusi. Il prelievo, visto come panacea, è in realtà una cura palliativa molto limitata. Bisogna convincersi che è necessario convivere con il lupo, “volenti o nolenti”, riconoscendo anche i problemi e le preoccupazioni. L’assessore ha avviato, con gli uffici competenti, dei progetti pilota per la tutela delle greggi, che è certamente più faticosa qui che in pianura, e a questi bisogna aderire. Vanno inoltre monitorati i danni e gli attacchi, considerando anche gli incidenti e le cadute nei dirupi, che fanno più vittime tra gli ovini del lupo, e ricordando anche che pure le aquile, che un tempo si monitoravano, ora non vengono più percepite come fonti d’attacco. Heiss ha aggiunto che una legge con un articolo solo è molto debole, così come la commissione straordinaria introdotta su iniziativa di Noggler: un contentino fino alle elezioni. A livello statale, nonostante i tanti tentativi del pres. Kompatscher, non sono stati fatti passi avanti in Conferenza Stato-Regioni, e ora si punta sul parere dell’ISPRA. Questo però è lungo da ottenere, e inoltre nella norma che il parere sia positivo o negativo non cambia nulla. Heiss ha aggiunto che la legge interviene anche sul Codice Penale, che vieta l’uccisione di animali come i lupi dal 1992: il diritto penale non rientra nelle disposizioni dell’Autonomia, la legge quindi non terrà. I Verdi comprendono le problematiche e le paure degli agricoltori, non sono difensori del lupo, ma ritengono che si debbano trovare altre misure.

Alessandro Urzì (L’alto AdIge nel cuore) ha ritenuto che la legge non risolvesse i conflitti di competenza Provincia-Stato, irrisolti anche in commissione. Si tratta di una matassa difficile da sbrogliare, ma esiste un dubbio di tipo costituzionale sull’impianto della norma: “Quanto è stato verificato tutto questo, al fine di non trovarci davanti a un classico ricorso alla Consulta?”. Il problema esiste e non va ridotto a questioni esclusivamente ideologiche, né vanno innalzate barriere pregiudiziali, come dimostra il fatto che gli stessi Verdi hanno detto in commissione che “non c’è nulla da obiettare sull’abbattimento di alcuni capi”, e che sempre in commissione la collega Hochgruber Kuenzer ha fatto riferimento alla paura che si deve avere dei cani da pastore, “una cosa estremamente interessante e molto grave: quindi non dovremmo avere paura di orsi e lupi, ma dei cani che la Provincia ci ha messo tra i boschi”. Il tema è complesso, ci vuole una sensibilizzazione rispetto alla necessità di interventi, pur restando il grande dubbio di fondo sulla competenza della Provincia autonoma di Bolzano.

La discussione generale prosegue domani a partire dalle 10.00.

(MC)