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Consiglio | 22.05.2018 | 13:05

Lavori Consiglio: Riforma urbanistica, presentazione

Presentato oggi in Consiglio provinciale dall’ass. Theiner il dlp Territorio e paesaggio. La relazione di minoranza di Dello Sbarba.

Il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano si è riunito oggi per avviare la trattazione del Disegno di legge n. 151/18: Territorio e paesaggio, proposto dalla Giunta provinciale su iniziativa dell’ass. Theiner. Il disegno di legge intende sostituire le vigenti  norme urbanistiche (l.p. 11 agosto 1997, n. 13) e di tutela del paesaggio (l.p. 25 luglio 1970, n. 16), che non tengono conto dei cambiamenti degli ultimi decenni. L’ass. Richard Theiner ha chiarito che ognuno dei consiglieri si è fatto la sua opinione sul dlp, a seconda dei suoi interessi, e che la proposta è molto complessa e ha conseguenze di larga portata, ma va vista nella sua completezza. Essa, ha riassunto, si prefigge cinque obiettivi prioritari: garantire uno sviluppo sostenibile, contenere la dispersione edilizia e il consumo di suolo, rendere la pianificazione più vincolante, introdurre procedure più attente alle esigenze dei cittadini, più trasparenti, più veloci e più semplici, nonché riportare a un livello accessibile i prezzi delle abitazioni. Tutela del paesaggio e sviluppo economico non devono essere visti come contendenti: uno sviluppo economicamente sostenibile è infatti possibile solo se si conserva il paesaggio. L’assessore ha sottolineato l’importanza della definizione dell’area insediabile, sottolineando che ci saranno linee guida chiare per i Comuni: esso permetterà di limitare e compattare l’utilizzo del suolo, garantendo economicità, velocità e meno burocrazia nell’utilizzo all’interno del confine e maggiore tutela all’esterno, con eccezioni solo per aziende che non si vogliono avere all’interno delle aree edificabili, come impianti di depurazione e edifici turistici. La pianificazione urbanistica con il programma di sviluppo comunale sarà più vincolante, e la competenza ai Comuni, che meglio conoscono il territorio locale, è una a garanzia. C’è chi teme un’eccessiva pressione sui Comuni, ma da un lato bisogna applicare la sempre richiamata sussidiarietà, dall’altro bisogna considerare che la Commissione provinciale territorio e paesaggio sarà al loro fianco nel loro lavoro. Con il programma di sviluppo comunale viene creato uno strumento sul lungo periodo, mentre i piani comunali potranno essere adeguati a breve termine. Inoltre, il nuovo istituto del Front Office creato presso i Comuni, sarà l’unico interlocutore per le pratiche edilizie e paesaggistiche per i cittadini, che potranno qui ricevere i documenti che servono, presentare le domande e ottenere le informazioni necessarie; questo aiuterà ad affrontare tutto l’iter urbanistico in maniera più semplice. I regolamenti edilizi saranno poi uniformati a livello provinciale. La misura più importante per abitazioni più convenienti è rappresentata infine dallo strumento del contenimento dei prezzi, che è il primo strumento di edilizia abitativa agevolata che non richiede l’esborso di denaro pubblico. In futuro i Comuni potranno destinare dei terreni all’edilizia e prevedere che una parte dello spazio abitativo risultante sia venduto o dato in affitto a prezzi prestabiliti.

Di seguito, il componente della 2a commissione Riccardo Dello Sbarba e la vicepresidente della stessa Maria Hochgruber Kuenzer hanno letto (interrompendola all’articolo 72) la relativa relazione, con il resoconto delle varie sedute, comprensive di audizioni delle parti sociali ed economiche e delle associazioni ambientali e del Consiglio dei Comuni, a conclusione delle quali il dlp aveva ricevuto parere positivo con 4 voti favorevoli, 2 contrari e 1 astensione.

Alla proposta erano state presentate due relazioni di minoranza, da parte dello stesso Dello Sbarba e di Sigmar Stocker.

Secondo Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde), il disegno di legge, che aveva l’obiettivo di tutelare l’ambiente, risparmiare il suolo (il cui consumo è paradossalmente cresciuto, nelle aree tutelate, del 32% negli ultimi 10 anni) e garantire case a prezzi ragionevoli, ha prodotto un risultato deludente. Innanzitutto, dopo una prima fase partecipativa, la norma è stata oggetto di un mercanteggiamento con i gruppi d’interesse fino a modellarsi sulle esigenze delle organizzazioni economiche trascurando le richieste di associazioni ambientaliste, cooperazione e sindacati. Poi, nel corso dell’esame in commissione, mentre la stessa Giunta faceva approvare ben 163 emendamenti, la lobby contadina imponeva in maniera chirurgica i propri interessi, a scapito del territorio e anche delle resistenze dello stesso ass. Theiner: questo ha portato allo stralcio della particolare considerazione per Bolzano, a una liberalizzazione per imprenditori agricoli nelle zone produttive, all’esclusione delle associazioni ambientaliste dall’iter di approvazione dei piani paesaggistici, al permesso di raddoppio di cubatura per chi ha trasformato il maso chiuso in struttura turistica.  La norma non tutelerà il paesaggio perché non pone vincoli ai Comuni per la tutela degli insiemi, amplia l’elenco di opere che non necessitano di autorizzazione paesaggistica, silenzia gli esperti di paesaggio nella Commissione comunale per il territorio e il paesaggio, trasferisce dai Consigli comunali alle Giunte il potere di approvazione dei piani di attuazione. Non risparmierà il suolo perché non fissa un limite chiaro al relativo consumo, ne consente un ulteriore consumo quando non ci sono “alternative economicamente ragionevoli”, non considera consumo ciò che è connesso alle attività agricole, prevede numerose deroghe per costruire al di fuori dell’area insediabile delimitata dai Comuni. Inoltre, chi si ritroverà con terreni dentro quest’area farà dei grandi affari. Anche la promessa di un’abita­zione a prezzi ragionevoli resta una chimera, dato che il prelievo del plusvalore di pianificazione, ridotto ai minimi termini, sarà applicato solo in pochissimi casi, che il 40% delle zone d’espansione non vincolato all’edilizia sociale è lasciato al libero utilizzo dei proprietari, mentre prima era ancora per il 60% vincolato, che viene ridotto lo spazio per l’edilizia agevolata e il concetto di “abitazioni a prezzo calmierato” è lasciato nelle mani dei Comuni senza alcun criterio.  La norma limita la partecipazione dei cittadini sugli interventi sul territorio, anche se grazie ad alcuni emendamenti dei Verdi è stato possibile garantire un procedimento pubblico e maggiore informazione per l’elaborazione dei piani di sviluppo, l’eliminazione delle proroghe automatiche dei piani, nonché dare la forma di piano d’attuazione ai piani di recupero per i centri storici e ai piani di riqualificazione urbanistica. Essa prevede accordi urbanistici con privati sull’esempio della lex Benko, trasferisce ai Comuni molte competenze ma non i fondi per poterle esercitare, introducendo in molti casi il silenzio-assenso e senza prevedere bilanciamenti in campo provinciale, rimanda a 23 norme di attuazione scavalcando l’organo legislativo, lascia spazio all’interpretazione, consente un rinvio di un anno e mezzo per l’entrata in vigore che causerà una corsa allo sfruttamento del territorio nella fase transitoria. Dello Sbarba ha quindi invitato a rinviarla al primo anno della nuova legislatura, al fine di produrre un testo degno degli impegni iniziali.

(La seduta prosegue nel pomeriggio)

(MC)