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Consiglio | 09.05.2018 | 11:25

Lavori Consiglio: Garante dei detenuti, linea elettrica nel Monte Benedetto, caregiver, riqualificazione veicoli

Proposte di Gruppo Verde, Freihietlichen, L’Alto Adige nel cuore, Süd-Tiroler Freiheit.

I lavori del Consiglio sono iniziati oggi con la presentazione, da parte di Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde), della mozione n. 790/17: Competenze dell'autonomia su giustizia e esecuzione della pena (presentata dai conss. Dello Sbarba, Foppa e Heiss il 14/6/2017), interamente sostituita da emendamento sostitutivo. Come ha spiegato il consigliere, era stata infatti approvata in Consiglio regionale la proposta di istituire il Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria al posto dell’attuale competenza facente capo a Padova. facendo riferimento alla limitazione più radicale dell’autodeterminazione, ovvero la carcerazione, e a limitazioni di diverso tipo, come il ricovero in strutture per lungodegenti, ospedali, istituti di accoglienza per tossicodipendenti, sottolineando che in Austria queste istituzioni sono affidate alla sorveglianza di figure garanti e che in Italia il Garante per i detenuti è una figura autonoma, sottolineava che questa figura, esistente in provincia di Trento e in altre regioni, non è ancora stata istituita in Alto Adige.. Essa è figura di riferimento che garantisce il diritto alla riabilitazione del detenuto e il rispetto di quei diritti minimi di autodeterminazione individuale, e sovrintende all’esecuzione della pena dal punto di vista del territorio, della modalitá della sua esecuzione, del rispetto dei principi costituzionali. Accanto a questa figura, ha proseguito Brigitte Foppa (Gruppo Verde), cofirmataria, andrebbe introdotta anche una modalitá di controllo delle strutture in cui avviene una privazione o una limitazione delle libertá personali, come le case di cura. Va introdotto il controllo preventivo dei diritti umani in tali strutture, garantendo per esempio il rispetto dei ritmi di vita più consoni agli ospiti, a fronte della frequente imposizione di orari comodi solo all’organizzazione dei turni di lavoro. Questo giá avviene in Austria, grazie a una commissione nominata dalla Difesa civica ai fini di effettuare regolarmente visite in istituti penitenziari, caserme, istituti psichiatrici, case di riposo, di accoglienza per minorenni, centri per persone con disabilità. La relazione del Difensore civico austriaco nel corso di una conferenza stampa in Consiglio provinciale nell’agosto 2016 ha confermato che questi controlli hanno contribuito a migliorare la situazione. I consiglieri chiedevano quindi alla Giunta (1) di predisporre un disegno di legge per istituire un Garante dei detenuti per la provincia di Bolzano, competente per il carcere di Bolzano, e (2) di individuare in collaborazione con la Difesa civica misure giuridiche adeguate per realizzare il controllo preventivo del rispetto dei diritti umani in tutte le altre strutture in cui le persone vivono una limitazione della libertá personale.
Condividendo il riferimento all’obbligo costituzionale della riabilitazione, Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore) ha voluto sottolineare che i veri detenuti del carcere di Bolzano sono gli appartenenti alle forze dell’ordine, ovvero il personale di sorveglianza. Nel caso per esempio che un poliziotto debba accompagnare un detenuto in ospedale di notte, deve lasciare sguarnita la struttura. Ci sono state inoltre situazione di ribellione che hanno creato danni alle persone in servizio, situazioni di stress finite con sparatorie e suicidi di agenti. Quindi “in primo luogo va  tutelato chi lavora in quella struttura: ci vorrebbe un Garante dei diritti degli operatori del carcere, le vere vittime di una situazione paradossale”. A questo scopo Urzì ha annunciato un emendamento.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto di votare separatamente i due punti impegnativi, che riguardano situazioni completamente diverse: da una parte persone che hanno commesso un delitto, dall’altra persone ricoverate, “e dov’è il garante delle vittime dei delitti dalle prime compiuti?”. Knoll ha poi condiviso l’opinione di Urzì sulle difficoltá di lavorare nel carcere: il Carcere di Bolzano è sovraffollato e troppo vecchio, e anche per questo è difficile lavorarvi.
Andreas Pöder (BürgerUnion-Südtirol-Ladinien) ha definito “non dignitosa” la situazione del Carcere di Bolzano, sottolineando che anche lì devono essere garantite condizioni umane: è quanto si richiede a una società civile. Pöder ha evidenziato anche le difficoltá di esecuzione di bandi pubblici, con il blocco dovuto a Condotte. Forse, ha aggiunto, si potrebbe fare in modo che la Difesa civica si rechi regolarmente in queste strutture. Pöder si è detto d’accordo quindi sul punto 1 così come sul punto 2.
Hans Heiss (Gruppo Verde), cofirmatario, ha aggiunto che in una società dove vige la libertá di movimento ci sono strutture dove questo non è possibile, non solo carceri ma anche case di cura o strutture per minori: di questo bisogna tenere conto. Anche la UE e Amnesty international hanno criticato la situazione nelle carceri italiane, e la situazione nel Carcere di Bolzano è disumana: ovviamente questo si ripercuote anche sul personale. Da 10 anni c’è il progetto di un nuovo carcere, ora sospeso a causa dell’impresa Condotte. Bisogna comunque fare il possibile per garantire il rispetto dei diritti fondamentali.
Il pres. Arno Kompatscher ha chiarito che il tema è vero e non solo percepito: ci sono grossissimi problemi nella struttura penitenziaria di Bolzano, da lui più volte visitata. Purtroppo l’impresa che ha vinto il bando sta procedendo con concordato fallimentare, e non è possibile passare al secondo in lista: bisogna attendere che la procedura sia ultimata. Nel frattempo è stato chiarito il problema del finanziamento. La competenza sull’aspetto amministrativo della struttura vede un miglioramento: “Stiamo discutendo con il Ministero della Giustizia per quanto riguarda il personale, che pure va sostenuto, come ha detto Urzì”. La Provincia intende assumere ulteriore personale per stabilizzare la situazione. In quanto al sostegno alla Difesa civica, la tematica va approfondita: è difficile approvare la proposta in questa formula, vanno chiariti alcuni punti. Dello Sbarba ha accolto la proposta e sospeso la mozione, per riprenderla nella prossima sessione.

Roland Tinkhauser (Die Freiheitlichen) ha quindi presentato la mozione n. 889/18: Spostiamo nel tunnel di Monte Benedetto la linea elettrica sovracomunale ad alta tensione 2 di proprietà di Terna SpA, con cui sottolineando che da anni il Comune di Merano si sta muovendo per far interrare alcuni tratti dell’Elettrodotto sovracomunale ad alta tensione 1 e dell’elettrodotto 2, e che di recente si è concluso un accordo con terna SpA, proprietari delle due linee, e con Alperia SpA per la struttura 1, mentre per la 2 non si è ancora trovato un accordo, ma questo va spostato nel tunnel di MOnte benedetto, chiedeva alla Giunta di contattare Terna al fine di concordare l’interramento nel tunnel della linea elettrica ad alta tensione 2 ed eventualmente delL’elettrodotto sovracomunale in modo analogo alla linea 1 nella via delle Palade.
La proposta è stata sostenuta da Bernhard Zimmerhofer (STF), che ha suggerito un rilevamento della Terna in modo da svolgere certi lavori in modo meno burocratico.
Anche Hans Heiss (Gruppo verde) si è detto favorevole, chiedendo informazioni sullo stato dell’arte nel caso dei collegamenti presso Bressanone.
Andreas Pöder (BürgerUnion-Südtirol-Ladinien) si è stupito che l’interramento non fosse stato ancora realizzato, nella prima fase die lavori, e ha chiesto dove sta il problema. nel caso del collegamento della Memc, si era proceduti senza costi eccessivi La proposta è sensata e va realizzata quanto prima.
Se in passato il problema era il finanziamento, ora si è aggiunta anche la scarsa volontà, ha detto Walter Blaas (Die Freiheitlichen), ricordando i tempi lunghi per la realizzazione del collegamento Bressanone-Milland, con tralicci non rimossi che si stanno arrugginendo. Gli Importi di compensazione ecologica avrebbero dovuto essere usati a questo scopo.
L’ass. Richard Theiner ha ricordato che la competenza è della Terna SpA, e che la Provincia non può prendere l’iniziativa. Tuttavia, i rapporti con essa sono migliorati ed è stato stilato un accordo per agire a favore della popolazione, per liberare la zona abitativa dall’alta tensione. Dal confronto con altre regioni emerge che anche altrove ci sono problemi con Terna, e che la situazione della provincia di Bolzano è vista in questo senso con invidia.Nel caso di Marlengo, è stato firmato un accordo per l’interramento: il finanziamento è giá disponibile e Terna sta lavorando a un progetto esecutivo. In quanto al tunnel di Monte Benedetto, la Provincia è a favore di questa soluzione, e anche Terna sta lavorando: si è in attesa di alcuni documenti tecnici e poi si firmerá l’accordo tra Provincia, Comuni e  Terna. Lo spostamento nel tunnel avverrá di sicuro.In quanto al collegamento Bressanone-Milland, l’accordo sará firmato il 18 giugno e ci sará un grande miglioramento. “Siamo a buon punto davvero”. Per questo motivo, l’assessore ha ritenuto non necessario votare la mozione, proposta accolta da Tinkhauser che ha ritirato la sua proposta.

Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore) ha presentato quindi la mozione n. 890/18: Riconoscimento e sostegno del "familiare assistente" (caregiver). Con il termine cargiver, o famigliare asistente, si intende colui che volontariamente e gratuitamente si prende cura in ambito domestico di una persona cara in condizioni di non autosufficienza a causa di severe disabilità. Le prestazioni sono rese a titolo gratuito e volontario. Si è recentemente affermata la tendenza di riconoscere un ruolo sociale a questa figura, logorata da un carico assistenziale senza pari, costretta nel  66 per cento a lasciare del tutto il lavoro e nel 10 per cento dei casi a chiedere il part-time o il telelavoro. Dato che le legislazioni di molti Paesi europei (Francia, Spagna e Gran Bretagna, ma anche in Polonia, Romania, Bulgaria e Grecia) prevedono specifiche tutele per i familiari assistenti, tra le quali supporti di vacanza assistenziali, benefici economici e contributi previdenziali, e considerata la forte attenzione sollecitata presso il Consiglio provinciale dal Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili, il consigliere intendeva impegnare la Giunta provinciale ad attivarsi presso il Parlamento ed il Governo affinché fosse definito il pieno ed uniforme riconoscimento, la tutela ed il sostegno, anche sotto il profilo della previdenza sociale, della figura e del ruolo del familiare assistente (caregiver familiare) nella sua accezione internazionalmente riconosciuta. “Esistono già strumenti di sostegno, ma solo il riconoscimento della figura del caregiver può garantire la dignità dell’assistenza famigliare”, ha concluso Urzì, ricordando che il Premio Nobel 2009 per la medicina, Elizabeth Blackburn, ha dimostrato che i familiari assistenti hanno una aspettativa di vita fino a 17 anni inferiore alla media della popolazione. Vanno quindi garantiti supporti di vacanza assistenziale, contributi previdenziali e benefici economici.
Andreas Pöder (BürgerUnion-Südtirol-Ladinien) ha sostenuto la proposta, invitando a muoversi nell’ambito della previdenza sociale. Bisogna assolutamente fare in modo che la cura all’interno delle famiglie, che comporta grossi sacrifici e rinunce, vada riconosciuta, anche considerando quanto questo sgrava la mano pubblica.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha criticato l’idea di Pöder secondo cui la cura domestica è sempre la migliore, tuttavia ha sostenuto la proposta. La cura domestica è un fatto, e le famiglie coinvolte vanno sostenute, anche garantendo una previdenza sociale.
Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha fatto riferimento ai vari servizi offerti per igiene o terapia dle movimento, sottolineando però che questo non riduce la pressione fisica e psicologica dei famigliari occupati in questa opera di cura, magari anche di notte. Questo lavoro così difficile deve finalmente essere riconosciuto, e l’assegno di cura non è sufficiente: c’è la grande lacuna della previdenza sociale, nel caso si sia costretti a lasciare il lavoro.
L’ass. Martha Stocker ha ricordato, come giá detto da Atz Tammerle, che la Provincia offre tutta una serie di servizi nell’ambito dell’assistenza e della cura. Alcune misure nell’ambito sociali sono state introdotte anche a livello statale come standard minimi, mentre in provincia di Bolzano la situazione è completamente diversa: le prestazioni sono molto migliori. Tuttavia, se si aggiungono prestazioni lo Stato taglierà le sue, e bisognerá quindi rimborsare lo Stato per i doppi finanziamenti. In quanto alla previdenza sociale, questo è un compito dello Stato, al di lá della legge 104. L’assessora ha quindi proposto di elaborare tutti insieme un voto che faccia riferimento anche alla chiara separazione delle competenze, invitando lo Stato ad esercitare la sua. Urzì ha accolto la proposta, e ha sospeso la trattazione annunciando un emendamento.

È ripresa quindi la trattazione della  mozione n. 877/18: Incentivare la riqualificazione elettrica dei veicoli, avviata ieri. Con emendamento, Bernhard Zimmerhofer ha proposto una nuova parte dispositiva: “Verificare con le associazioni di categoria le possibilità di riqualificazione elettrica dei veicoli e le relative ripercussioni, nonché la possobilitá di un’incentivazione mirata in tal senso”. L’ass. Florian Mussner ha accolto la proposta, invitando però a respingere le premesse della mozione. Respinte le premesse con 7 sì, 14 no e 6 astensioni, la parte dispositiva è stata accolta con 25 sì e 2 astensioni.

(continua)

 

 

 

(MC)