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Consiglio | 10.11.2017 | 12:42

Lavori Consiglio: Approvata la legge di riordino degli enti locali -2

Con 17 sì, 9 no e 5 astensioni è stato approvato il dlp 144/17, presentato dall’ass. Schuler. La discussione articolata e le dichiarazioni di voto. La prima sessione di lavori di questo mese è terminata: il Consiglio provinciale torna a riunirsi il 28 novembre.

È ripresa questa mattina in Consiglio provinciale la discussione articolata del disegno di legge provinciale n. 144/17: “Riordino degli enti locali", presentato dalla Giunta provinciale su proposta dell’assessore Arnold Schuler.

L’articolo 4 riguarda il trasferimento ai Comuni di funzioni amministrative e servizi della Provincia, e prevede che esso avvenga con legge provinciale. Walter Blaas (Die Freiheitlichen) ha chiesto che alla disposizione di non sovrapposizione e non frammentazione di funzioni e servizi tra Provincia e Comuni siano aggiunte anche le comunità comprensoriali, realtà di cui è importante tenere conto, nonché la cancellazione del comma che prevede il trasferimento con legge provinciale, o in alternativa che il relativo disegno di legge sia presentato dal Consiglio dei Comuni. Infine ha chiesto di sopprimere il comma 5 riguardante l’individuazione di ulteriori funzioni e servizi da trasferire, che trasferisce nuove competenze e funzioni esclusivamente alla Giunta provinciale, scavalcando il Consiglio. Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore) ha criticato che nel disegno di legge non fosse prevista la possibilità di attribuire funzioni speciali a un solo Comune, ritenendo che questo limitasse la possibilità del riconoscimento di una sorta di status speciale per realtà speciali, in primis Bolzano in quanto capoluogo, che deve affrontare particolari situazioni dovute per esempio al pendolarismo. Il tema era stato velocemente liquidato in commissione legislativa, ma meritava considerazione. È stato inoltre sottovalutato l’aspetto della qualità delle funzioni trasmesse alle amministrazioni comunali: dovrebbe essere esplicitamente prevista un’esclusione da queste materie di certe competenze, come quella sulla definizione degli emolumenti degli amministratori, per una omogeneità di trattamento e per evitare distorsioni, o come le questioni attinenti ai diritti e alla tutela dei gruppi linguistici, sulle quali tra il resto non è possibile indire referenda. Se questo non venisse specificato, un domani il Consiglio provinciale potrebbe prevedere la delega di funzione ai Comuni su materie sensibili come la toponomastica. L’assessore Arnold Schuler ha proposto di aggiungere la previa intesa con il Consiglio dei Comuni nell’ambito del trasferimento di competenze e di introdurre una modifica al fine di sottolineare che l’approvazione di eventuali regolamenti da parte della Giunta provinciale si riferisca solo a materie già trasferite ai Comuni con legge provinciale. Egli ha chiarito che in quanto alle assegnazioni ai singoli Comuni bisogna condurre una discussione di fondo, ma la competenza rientra tra quelle della Regione. Lo stesso vale per le indennità, di competenza regionale. La legge provinciale non può incidere sulle competenze di questo ente. Per quanto riguarda la proposta di Blaas, le Comunità comprensoriali non hanno funzioni proprie, ma solo servizi delegati. In quanto alle forme di iniziativa legislativa, è possibile muoversi solo in base a quanto previsto dallo Statuto, che non dà iniziativa legislativa al Consiglio dei Comuni. Respinti gli emendamenti di Blaas, accolti quelli di Schuler, lo stesso Blaas ha segnalato che l’articolo contiene errori e disposizioni vaghe, e contiene un esautoramento del Consiglio provinciale, mentre anche quelli comunali sono stati sempre più esautorati a favore delle Giunte; ha ritenuto che non ci fosse ragione per non considerare le Comunità comprensoriali nella distribuzione dei servizi. Josef Noggler (SVP) ha apprezzato le modifiche introdotte dall’ass. Schuler. L’articolo è stato approvato con 15 sì, 5 no e 6 astensioni.

Approvati senza discussione anche l’articolo 5, che riguarda l’Autonomia finanziaria dei Comuni, e l’articolo 6, sullo svolgimento delle funzioni e dei servizi comunali.

L’articolo 7 riguarda le forme collaborative intercomunali.
Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha ritenuto che esso permettesse forzature da parte della Giunta provinciale, lesive dell’Autonomia dei Comuni, in quali possono essere sanzionati se non rispettano le decisioni della Giunta: ha quindi presentato un emendamento per alleggerire le disposizioni del comma 3. Brigitte Foppa (Gruppo verde) si è detta d’accordo, e ha chiesto con emendamento di sopprimere il relativo comma, cui era contrario anche il Consiglio dei Comuni. La consigliera ha poi contestato che per cancellare la parola “müssen” dal testo tedesco l’assessore presentasse un emendamento interamente sostitutivo del comma 3, impedendo di fatto correzioni da parte dell’opposizione. Josef Noggler (SVP) ha chiesto lo stralcio del secondo periodo del comma 6, ovvero di tutte le lettere da a) a l): “Non è necessario elencare davvero tutto, a meno che non si modifichi qualcosa: è sufficiente rinviare alla legge regionale, come accade nel primo periodo”. Walter Blaas (Die Freiheitlichen) si è meravigliato che non si intervenisse per l’armonizzazione dei servizi comunali, in primis per le norme edilizie. I Comuni si sentono messi sotto pressione perché devono accorpare servizi finora svolti con soddisfazione dei cittadini, e questo solo perché c’è la volontà di presentare un successo, comunque apparente: non si può fare un secondo passo senza avere fatto il primo. L’ass. Arnold Schuler ha ritenuto che la Giunta provinciale si attiva nel caso non si trovi un’intesa, pertanto al momento di questa decisione non ha senso prevedere un’ulteriore intesa. Questo va a tutela dei Comuni più piccoli. In quanto ai rilievi di Noggler, è vero, non sarebbe necessario specificare tutti i singoli punti, ma lo si fa per rendere la legge comprensibile, come spesso è stato richiesto.  In merito all’armonizzazione, è vero che ci sono differenze tra i vari Comuni, ma non si può da un lato rivendicarne l’autonomia e dall’altro chiedere un’uniformazione; se si uniscono certi servizi ci sarà un’armonizzazione automatica. Respinti gli emendamenti dell’opposizione e di Noggler, approvati quelli di Schuler, Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha fatto riferimento alle sanzioni previste, in caso di inadempienza dei Comuni, all’articolo 11, ritenendole lesive dell’autonomia dei Comuni. L’articolo è stato approvato con 15 sì, 6 no e 7 astensioni.

L’articolo 8 definisce i poteri della Provincia.
Josef Noggler (SVP) ha presentato 5 emendamenti al fine di eliminare o ammorbidire il riferimento a “monitoraggio e vigilanza” dei Comuni, limitandoli alle competenze delegate. L’ass. Arnold Schuler ha presentato un emendamento dal quale risultava che il potere di vigilanza è da intendere secondo quanto previsto dallo Statuto di autonomia, Noggler ah quindi ritirato le sue proposte. L’emendamento dell’ass. Schuler è stato approvato con 18 sì e 11 astensioni. Approvato poi l’articolo 8 con 15 sì e 13 astensioni.

All’articolo 9, sulla verifica dell’inadeguatezza del trasferimento di funzioni, servizi e relative risorse strumentali ai Comuni, l’ass. Schuler ha posto un emendamento sostitutivo, per precisare che quando si parla di segnalazioni da parte dei Comuni si fa riferimento ai Comuni interessati dalla fusione di servizi. L’articolo è stato approvato a maggioranza.

L’articolo 10  riguarda il potere sostitutivo della Provincia.

Walter Blaas (Die Freiheitlichen) ha chiesto di sopprimerlo, nonché che sia prevista una sola audizione, non essendoci bisogno di una seconda, come previsto dal comma 2. Josef Noggler (SVP) ha chiesto la soppressione dell’articolo, al quale si oppone anche il Consiglio dei Comuni, che sostiene di non aver bisogno di controlli: egli ha quindi chiesto se l’assessore si è chiarito con il Consiglio dei Comuni, altrimenti bisogna almeno chiarire che questo riguarda solo le funzioni delegate. L’ass. Arnold Schuler ha ribadito che per l’ordinamento dei Comuni è responsabile la Regione: sarebbe ora di passare la competenza dalla Regione alla Provincia. In caso di inadempienza, la Provincia deve poter agire; la doppia audizione è sensata quando si tratta di prendere una misura così drastica. Respinti gli emendamenti di Blaas (quello soppressivo con 13 sì e 14 no), questi ha ribadito che una seconda audizione non è ragionevole, anche perché il confronto tra enti è sempre possibile. L’articolo è stato approvato con 12 sì, 6 no e 7 astensioni.

Approvato senza dibattito l’articolo 11 riguardante le sanzioni in caso di inadempimenti.

L’articolo 12 definisce norme di prima applicazione sul trasferimento di funzioni provinciali.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha chiesto di stralciare il comma relativo al finanziamento dei comitati per l’educazione permanente, ritenendo che questa attività formativa dovrebbe essere indipendente dai Comuni. Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha ritenuto che le competenze sulle sale da gioco, settore delicato, dovrebbe restare alla Provincia ed essere regolamentate in maniera univoca sul territorio. Allo stesso modo, non vanno trasferite competenze di polizia amministrativa, perché ciò metterebbe in difficoltà i Comuni. UN problema è anche la trasmissione della competenza sulle sale da ballo, che possono creare problemi di inquinamento acustico e disturbi, meglio gestibili dalla Provincia che da un amministratore comunale magari vincolato alle parti interessate. Oswald Schiefer (SVP) ha ritenuto che la questione dei comitati per l’educazione permanente, da tempo in discussione fosse finalmente da risolvere, e ha difeso il comma in merito, sollecitando anche la fusione di più Comitati eventualmente presenti nello stesso Comune. Dieter Steger (SVP) ha fatto riferimento alle deleghe di competenze di polizia, ricordando di aver espresso dubbi in commissione, temendo procedure diverse, tuttavia è chiaro che le basi giuridiche e il regolamento d’esecuzione sono uguali per tutti, e la Provincia può intervenire in caso di applicazione non corretta.
L’ass. Philipp Achammer ha chiarito che era stata analizzata la situazione nel dettaglio, che i 400.000 e disponibili non saranno suddivisi tra 116 Comuni, ma solo tra i Comuni dove ci sono i Comitati. Ha aggiunto che con emendamento intende assicurare che la Provincia possa effettuare spese per il funzionamento didattico-amministrativo delle scuole dell’infanzia, definendo comunque sensato il trasferimento di funzioni e compiti relativi a questo settore e delle funzioni di refezione scolastica. L’ass. Arnold Schuler ha chiarito che in campo di polizia amministrativa non si possono trasferire funzioni, ma solo delegare. In quanto alle sale da ballo, per la valutazione tecnica il Comune è responsabile già oggi, e in ogni caso se si vogliono competenze bisogna assumersi anche responsabilità. Approvati solo gli emendamenti di Achammer e Schuler, Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha sottolineato che non è prevista da nessuna parte una funzione di vigilanza, né una spiegazione dell’assegnazione finanziaria. Myriam Atz Tammerle (STF) ha chiarito che non si tratta di non volersi assumere responsabilità, ma che la Provincia faccia i suoi compiti senza delegare le patate bollenti, togliendo inoltre l’obbligatorietà. L’ass. Schuler ha chiarito che i sindaci hanno altre responsabilità, ben più impegnative delle sale da ballo: non c’è dubbio che riusciranno a esercitare anche queste funzioni. L’articolo è stato approvato con 17 sì, 10 no e 4 astensioni.

L’articolo 13 modifica la legge provinciale “norme in materia di pubblico spettacolo”.
Anche in questo caso, Myriam Atz Tammerle (STF) ha chiesto lo stralcio del riferimento alle sale da ballo, mentre Paul Köllensperger (5 Stelle) ha fatto riferimento alla composizione della Commissione manifestazioni pubbliche, ritenendo che non dovrebbero farvi parte rappresentanti di gruppi di interesse ma solo tecnici, tra cui il comandante del Corpo dei Vigili del fuoco o un suo incaricato. Dieter Steger (SVP) ha ritenuto che i rappresentanti del settore Event Management o ricettivo e del settore della cultura giovanile sono un arricchimento. Dello stesso parere si è detta Brigitte Foppa (Gruppo Verde). L’ass. Arnold Schuler ha difeso il riferimento alle sale da ballo, già presenti nel precedente articolo, altrimenti la legge non sarebbe applicabile, e chiarito che la commissione è un organo consultivo. In quanto alla composizione della commissione, si definisce solo il settore da considerare; quello antincendio potrà essere rappresentato dal comandante o da un suo delegato. Respinti gli emendamenti dell’opposizione, l’articolo è stato approvato con 17 sì e 14 astenuti.

Approvati poi gli articoli 14 (comitati educazione permanente), 15 (disposizioni finanziarie), 15 bis (disposizioni in materia di finanza locale), 16 (norme finali e transitorie), 17 (disposizione finanziaria), 18 (entrata in vigore).

 

Nell’ambito delle dichiarazioni di voto, Walter Blaas (Die Freiheitlichen) ha ribadito che la legge ha tanti punti deboli, raccolti nella relazione di minoranza di Tamara Oberhofer. Se la legge sarà approvata in questa forma, bisognerà occuparsene di nuovo più volte, anche perché ci sono degli errori tecnici. Blaas ha criticato il sistema di legiferare di Schuler, e aggiunto che l’opposizione non è rappresentata nel Consiglio dei Comuni, e quindi si rivolge ai consiglieri provinciali di opposizione, che se ne fanno portavoce. La legge è debole, per questo si voterà contro.

Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiarito che il suo gruppo non è contrario in linea di principio all’accorpamento di servizi e funzioni, che permette di risparmiare, ma voterà contro perché non è stata accolta nessuna delle sue proposte a sostegno dei Comuni stessi, per alleggerirli: essi hanno già molte responsabilità, ora avranno altri oneri, e sarebbe più opportuno sollecitare, piuttosto che obbligare.

Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha definito il disegno di legge troppo scarno, sostenendo che quando si discuterà la legge urbanistica i problemi si ripresenteranno. La discussione, ha detto, è stata un piccolo assaggio di quanto accadrà.

Secondo Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore) lo spunto del passaggio di responsabilità dei Comuni è positivo. Egli però si asterrà in quanto manca una sorta di status speciale per il capoluogo, con forme particolari di delega di funzioni e ruoli, nonché una limitazione alla delega di ruoli e funzioni ai Comuni in ambiti particolarmente sensibili, quali le decisioni sugli emolumenti degli amministratori ma soprattutto i rapporti tra i gruppi linguistici.

L’ass. Arnold Schuler ha ricordato le frequenti richieste che la Provincia facesse un passo indietro garantendo autonomia ai Comuni, mentre dall’altra parte si chiedono più controlli: lui ritiene che sia meglio lasciare il più possibile competenze ai Comuni. La legge, frutto di un percorso che parte dalla Riforma costituzionale del 2001, rappresenta una svolta e un punto di partenza. Sono sempre più i Comuni che hanno difficoltà, per esempio perché non si trovano segretari comunali, o nei settori contabili o urbanistico: per questo avranno bisogno sempre di più di esperti, il che è favorito dall’accorpamento degli uffici tecnici.

Il dlp 144/17, Riordino degli enti locali, è stato approvato con 17 sì, 9 no e 5 astensioni.

La prima sessione di lavori di questo mese è terminata: il Consiglio provinciale torna a riunirsi il 28 novembre.

(MC)