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Consiglio | 12.10.2017 | 16:56

“Autonomie da tutelare e rinnovare”

Ad Aosta, confronto su presente e futuro delle Autonomie tra una delegazione consiliare guidata dal pres. Bizzo e una rappresentanza del Consiglio regionale valdostano.

Da sinistra, Andrea Rosset, Laurent Viérin e Roberto Bizzo.ZoomansichtDa sinistra, Andrea Rosset, Laurent Viérin e Roberto Bizzo.

Una delegazione del Consiglio provinciale di Bolzano, guidata dal presidente Roberto Bizzo, si trova in Valle d’Aosta per un viaggio studio e confronto tra Autonomie. Il gruppo, di cui fanno parte i segretari questori Maria Hochgruber Kuenzer e Helmuth Renzler e i capigruppo e loro rappresentanti Sven Knoll, Alessandro Urzì e Sigmar Stocker, è stato accolto questa mattina nella sede del locale Consiglio regionale dal presidente Andrea Rosset. Qui, dopo aver assistito a un intervento del presidente della commissione paritetica Stato-Valle d’Aosta Roberto Louvin sulla revisione degli Statuti, la delegazione altoatesina si è confrontata con i consiglieri valdostani su presente e futuro delle Autonomie speciali. In questo momento di richiami centralisti - soprattutto dal punto di vista finanziario - e di spinte autonomiste che animano Regioni a Statuto ordinario come Lombardia e Veneto, è stato detto, le Regioni a Statuto speciale sono tenute a preservare la propria specialità originaria, affrontando però un rinnovamento.

Presidente e consiglieri altoatesini hanno informato i rappresentanti valdostani, e anche il presidente designato della Regione Laurent Viérin, sul processo di riforma dello Statuto in corso in provincia di Bolzano, ricevendo a loro volta notizie sul parallelo percorso valdostano. “Importante”, ha commentato il pres. Bizzo, “è salvaguardare il principio dell’intesa: ogni modifica degli Statuti, che senz’altro devono adeguarsi ai tempi, deve essere concordata, e non imposta da Roma”. Una posizione condivisa da Rosset e i consiglieri dell’assemblea locale.

La delegazione altoatesina si è confrontata poi sul sistema scolastico delle due Regioni, con i rispettivi meccanismi di rispetto e tutela della madrelingua, e sulle misure di sviluppo delle aree montane, incontrando anche le rappresentanze degli attori economici locali.

 


(MC)