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Consiglio | 13.09.2017 | 13:13

Lavori Consiglio: legge elettorale nazionale, Minority SafePack, obbligo di vaccinazione

Proposte di Freiheitlichen, SVP e BürgerUnion-Südtirol-Ladinien.

Nella tarda mattinata di oggi, Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha presentato in Consiglio provinciale il voto n. 86/17: Legge per l'elezione del Parlamento - la norma speciale per l'Alto Adige deve rispettare la tutela delle minoranze e i principi democratici, con il quale segnalava la discussione in corso, in Parlamento sulla nuova legge elettorale, l’affossamento dell’ultimo tentativo a causa di un emendamento riguardante proprio la provincia di Bolzano, la necessità di una regolamentazione speciale per questa provincia, in modo che i parlamentari a Roma siano effettivamente rappresentativi dal punto di vista della tutela delle minoranze e dell’equilibrio etnico. per questo motivo la consigliera ha chiesto di invitare Governo e Parlamento a introdurre nella nuova legge elettorale per il Parlamento una regolamentazione speciale per la Provincia autonoma di Bolzano in cui si tenga conto (1) che l’Alto Adige formi un unico collegio elettorale a se stante, (2) che i seggi spettanti all’Alto Adige siano assegnati secondo il sistema proporzionale, come previsto per l’elezione del Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano, (3) che  per i partiti che si candidano unicamente in provincia di Bolzano un’eventuale soglia di sbarramento non possa essere più  alta di quella per i partiti che si candidano a livello nazionale. Mair ha segnalato che proprio su questi punti si era impegnato l’ex Obmann della SVP Brugger, ma ora proprio la SVP non si impegna per questo, anzi minaccia proprio su questi punti un abbandono della coalizione. ha ribadito la necessitá di una norma speciale per la rappresentanza dell’Alto Adige nel Parlamento romano, e contestato l’intenzione di una soglia di sbarramento al 20% solo per la Regione Trentino Alto Adige: la veritá é che la SVP ha prodotto un documento a propria misura, che penalizza gli italiani di periferia e i tedeschi di Bolzano, cui non viene data voce.
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore) ha ringraziato i Freiheitlichen per un documento che condivide quasi totalmente (astensione al punto 3), e sottolineato la specialitá del territorio altoatesino, di cui si deve garantire equilibrata rappresentanza. Ha contestato la previsione, quale unica eccezione in tutta Italia, di un sistema maggioritario solo per l’Alto Adige, e ricordando che oggi riprende il dibattito in Parlamento ha chiesto di approfittare della proposta dei Freiheitlichen, apprezzando che arrivasse proprio da un partito rappresentante della minoranza tedesca, per riaprire un dibattito sulla possibilitá per tutte le opposizioni di rappresentare una posizione unitaria ai fini di un’adeguata rappresentanza del territorio. Ha quindi criticato il PD in quanto asservito alla SVP, che ne sceglie anche i candidati, e chiesto un’interruzione per una riunione delle opposizioni, sottolineando che “l’eco di questo voto deve arrivare a Roma”. La seduta è quindi stata sospesa per 20 minuti, dopodiché Mair ha chiesto la sospensione della mozione fino a domani, per presentare un emendamento.

La stessa Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha poi illustrato la mozione n. 791/17: Iniziativa dei cittadini europei "Minority SafePack" , accettando di discuterla insieme alla mozione n. 802/17: "MSPI-Minority SafePack Initative" di alcuni consiglieri SVP. La consigliera, sottolineando che in Europa ci sono 350 minoranze, che raccolgono più di 100 milioni di persone, evidenziava che esse non sono tutelate dalla UE, completamente assente quando si tratat di tutela delle minoranze e di diritto all’autodeterminazione. per questo, chiedeva che il Consiglio sostenesse l’iniziativa  dei cittadini europei “Minority SafePack”, sostenuta dalla Federal Union of European Nationalities, che ha come obiettivo di sollecitare la Commissione europea ad attuare un pacchetto di interventi che tuteli e promuova maggiormente le minoranze nazionali, e a sollecitare la popolazione altoatesina a sottoscriverla, cosa che si può fare online: “Io ho giá firmato”, ha detto Mair, sottolineando che si tratta di una questione sovrapartitica, pertanto deve essere il Consiglio a esprimersi in merito.
Dieter Steger (SVP) ha quindi presentato la mozione del suo gruppo, “che prevede anche provvedimenti concreti”; la proposta permette di ancorare i diritti delle minoranze a livello comunitario, dando garanzie a queste minoranze,e prevede proposte in sei macroambiti: lingua formazione e cultura, politica regionale, partecipazione, equiparazione, servizi media audiovisivi e altri contenuti mediali, sostegno delle minoranze. L’Alto Adige deve dare il buon esempio e promuovere la raccolta di firme, che devono essere 1 milione a livello europeo e quindi 55.000 in Italia. Steger, insieme a i colleghi Achammer, Amhof, Deeg, Hochgruber Kuenzer, Kompatscher, Mussner, Noggler, Renzler, Schiefer, Schuler, Stirner, M. Stocker, Theiner, Tschurtschenthaler, Widmann e Wurzer, cofirmatari, chiedeva  di incaricare la Giunta provinciale di attuare una campagna informativa a favore della raccolta di firme in Alto Adige e di prevedere un adeguato sostegno finanziario per l'iniziativa della FUEN,  affinché abbia successo e possa contribuire al rafforzamento dei gruppi etnici/delle minoranze in Europa.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), sottolineando la necessità di sostenere le minoranze, ha espresso dei dubbi sull’efficacia della petizione, in quanto consapevolmente é stato tralasciato il diritto all’autodeterminazione: “Questo lo rimprovero non solo alla FUEN ma anche alla SVP”. La discussione sulle minoranze non deve essere manipolata a livello partitico, inoltre non bisogna correre il rischio di veder ridotta la tutela della minoranza sudtirolese a quanto previsto da altri modelli. L’autodeterminazione die popoli é alla base del diritto delle minoranze, ma questo non è previsto.
Hans Heiss (Gruppo Verde) ha segnalato i progressi nella tutela delle minoranze verificatisi tra il 1990 e il 1998, aggiungendo che con l’ampliamento della UE e la rinazionalizzazione il processo si è di nuovo arrestato. Il MSPI è un’iniziativa importante, ma oltre alle minoranze etniche o linguistiche devono essere considerate anche altre minoranze. Tuttavia, la proposta in esame è interessante, e i Verdi la sosterranno, tuttavia chiedendosi se é necessario il sostegno alla FUEN.
Dai banchi dei consiglieri, Martha Stocker (SVP) ha segnalato che riguardo alle minoranze é possibile fare un passo avanti nel quadro europeo. Ha quindi ricordato le tappe della tutela delle minoranze in Europa, compresi i criteri di Copenhagen, usati per misurare come i nuovi Stati membri si rapportano alle minoranze; tuttavia i “vecchi” Stati della UE come Francia e Grecia non li hanno ancora sottoscritti. Con questa iniziativa, si riuniscono tutti i diritti ai quali poi le minoranze so possono anche appellare. Già é positivo che la Commissione Europea abbia dovuto riconoscere che 9 punti su 11 sono di sua competenza.
Mancando la replica della Giunta, ha ripreso la parola Mair, sottolineando che é giusta la cautela espressa da Knoll in riferimento all’autodeterminazione, tuttavia l’iniziativa popolare é un vero passo avanti. ha quindi contestato il riferimento di Heiss alle “nuove minoranze”, ritenendo che ci si dovesse riferire solo alle minoranze autoctone. Steger ha ringraziato per il sostegno, ritenendolo un segnale positivo anche per altre situazioni.
La proposta dei Freiheitlichen é quindi stata approvata con 1 sola astensione e i restanti voti a favore.
Anche la proposta della SVP è stata approvata con 1 astensione (il comma relativo alla FUEV con 19 sì, 4 no e 7 astensioni).

Andreas Pöder (BürgerUnion-Südtirol-Ladinien) ha poi presentato la mozione n. 801/17: Obbligo di vaccinazione - no al divieto di accesso alle scuole e strutture per l’infanzia. Con essa, il consigliere rilevava la contraddizione in base alla quale se manca la documentazione vaccinale un bambino di 4 anni non viene ammesso alla scuola dell’infanzia mentre uno di 6 viene ammesso alla scuola primaria, e sosteneva inoltre la difficoltá di molti genitori nel consegnare documenti sui loro figli che poi possono andare chissà dove. Per questo, chiedeva che il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano si dichiarasse contrario al fatto che per l’ammissione alle scuole dell’infanzia e alle strutture per la prima infanzia, comprese quelle private, sia necessario documentare le vaccinazioni eseguite conformemente al relativo decreto, e impegnasse la Giunta provinciale ad attuare quanto deliberato. Pöder ha ricordato che lo Statuto dá alla Provincia la competenza per le scuole dell’infanzia, quindi la Provincia può decidere autonomamente e che tra i diritti ONU per l’infanzia rientra anche il diritto alla privacy. Ha quindi chiesto cosa succede se i bambini non vengono accettati in massa. Ha poi contestato le dichiarazioni di Schael in merito.
Walter Blaas (Die Freiheitlichen) ha detto di non essere contro le vaccinazioni, ma di essere scettico, e si è chiesto quali effetti avrá sui bambini l’esclusione da scuola: “Situazioni di questo tipo vanno evitate a tutti i costi”. Non bisogna ricattare, bensí convincere le persone con fondate argomentazioni.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha contestato che il dibattito sull’obbligo di vaccinazione venisse sempre ridotto a dibattito sulle vaccinazioni in sé, nonché le ingerenze nella vita privata. Ha ricordato che la scuola materna è ritenuta una struttura di formazione, quindi la Provincia con la sua competenza dovrebbe insistere su questo tasto. La questione di fondo però é: per quale motivo un bambino non vaccinato dovrebbe accedere a un asilo? Quale dnano porta a un bambino vaccinato? Foppa ha poi contestato il fatto che le educatrici debbano svolgere il ruolo di polizia sanitaria.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha sostenuto la mozione, ritenendo non necessarie le misure introdotte anche perché ci dovrebbe essere lo scambio di informazioni tra amministrazioni. Ha invitato però i genitori che si sono attivati a non farsi strumentalizzare da chi é radicalmente contro i vaccini, o da chi lega la pratica della vaccinazione all’autismo, con allarmi assurdi che non vanno assolutamente condivisi: “È assolutamente importante una discussione oggettiva”.
Elena Artioli (Team Autonomie) ha informato di aver ricevuto la richiesta di vaccinare la figlia ma che non sgeuirá l’elenco ricevuto, che non c’è nessun medico che attesta che non ci sono rischi e che lei stessa ha avuto due casi di danneggiamenti di vaccino in famiglia. ha respinto ogni imposizione e criticato la Giunta, che di solito respinge le imposizioni da Roma, in quanto in questo caso non si oppone. Ha quindi criticato che le famiglie benestanti possano difendersi da quest’obbligo pagando, e chiesto di ridurre la multa a 500€ complessivi, non a 500 a vaccino. Ha sostenuto che anche Zaia, il governatore del Veneto, si è opposto, mentre chi ha l’ombrello dell’Autonomia non lo fa.
Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha fatto riferimento ai 6 sanitari licenziati per carenza di bilinguismo,  e al fatto che non fossero trasmesse informazioni in merito per via della privacy, sottolineando che anche lo stato di vaccinazione è un dato sensibile che non dovrebbe essere trasmesso: i genitori segnalano invece che sono costretti a compilare un modulo che poi gira nell’asilo, che si rincorrono i genitori con il modulo in mano senza rispettare la privacy, e tutto questo é assurdo. La consigliera ha quindi chiesto cosa succede in caso di mancata consegna dei documenti nei termini previsti.
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore) ha contestato che si ponesse l’accento sulla rivendicazione della specificitá altoatesina, e sostenuto che i vaccini sono un presidio della saluta pubblica, di fronte al rischio di potenziale diffusione di malattie anche in virtù dei grandi flussi migratori. Detto questo, é impossibile pensare di inculcare a manganelli un dato scientifico e storico inoppugnabile: quindi le forzature sono da contestare. Negare l’accesso alla scuola materna é negare il diritto all’educazione, e questo non é accettabile. Lo Stato deve privilegiare un processo di educazione al valore dle vaccino. Urzì ha quindi condiviso la parte impegnativa, con esclusione delle ultime parole, “e impegna la Giunta provinciale ad attuare quanto deliberato”.
L’ass. Martha Stocker ha chiarito che é vero che tutto é migliorabile nell’attuazione della disposizione, e che Consiglio e Giunta si sono espressi più volte in merito, ma ora c’è la legge, e c’é il compito di attuarla in maniera trasparente e chiara a tutela delle persone. È vero che Luca Zaia si é opposto, ma poi, vista la responsabilità e le questioni di tutela sanitaria, ha tratto altre conseguenze.Pöder ha quindi chiesto come viene tutelata la salute dal fatto di portare un documento alla scuola dell’infanzia, e ricordato che il Veneto ha avuto il coraggio di presentare ricorso, nonostante non abbia alcuna Autonomia, mentre la Giunta ha ben difeso l’Autonomia quando si trattava del decreto Monti sui compensi di presidente e assessori, ma non interviene sul decreto Lorenzin. Addirittura non era presente alla Conferenza Stato regioni quando si parlava di questo tema. 
La mozione è stata respinta con 15 sì e 17 no, l’ultima parte del dispositivo, “e impegna la Giunta provinciale ad attuare quanto deliberato”, con 14 sí, 17 no e 1 astensione.  Dopo la votazione si sono alzate proteste dalla tribuna spettatori, dove erano diversi genitori con bambini piccoli.

 

 

(MC)