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Consiglio | 09.06.2017 | 15:36

Lavori Consiglio: Approvata la legge provinciale sui musei e le collezioni

Approvato con 15 sì e 11 astensioni il dlp 122/17. La seconda parte della discussione articolata e le dichiarazioni di voto. La prima seduta di giugno è terminata.

È ripresa questo pomeriggio la discussione articolata del disegno di legge provinciale n. 122/17: “Legge provinciale sui musei e sulle collezioni”.

L’articolo 4 riguarda i compiti dei musei provinciali.

Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha chiesto di prevedere anche un riferimento a una società “democratica, pacifica e aperta” e alla varietà della storia dell’Alto Adige, un riferimento all’armonizzazione con altri musei e collezioni nell’Euregio, di sostituire “identità" con “società civile”, di prevedere attenzione non solo a famiglie e giovani, ma anche agli anziani, e infine di utilizzare anche definizioni femminili. Hans Heiss (Gruppo Verde) ha chiesto di far riferimento alla collaborazione con altre strutture della Ripartizione Beni culturali e gli archivi esistenti in provincia, Tamara Oberhofer (Die Freiheitlichen) si é opposta al concetto di “società aperta, “perché sappiamo cosa si intende”, e si é opposta allo stralcio di parole come “identità”. L’ass. Mussner ha accolto l’emendamento con cui si faceva riferimento alla collaborazione con istituti di ricerca, sempre del Gruppo Verde, che anche l’aula ha approvato (18 sì, 10 ast.). Heiss (Gruppo Verde), rammaricandosi che fosse stato accolto solo un emendamento, ha annunciato astensione, e l’articolo é stato approvato con 17 sì, 1 no e 11 astensioni.

L’articolo 5 riguarda l’organizzazione e vigilanza e in particolare l’Azienda musei provinciali, che gestisce e amministra i musei. Hans Heiss (Gruppo Verde) ha chiesto con emendamento di garantire autonomia e indipendenza dei singoli musei, che devono avere ciascuno un direttore o una direttrice, di prevedere l’intesa con i direttori e le direttrici dei Musei al momento dell’approvazione dei bilanci da parte della Giunta. Ha chiesto poi che il Museion diventi provinciale e che lo Statuto dell’azienda sia adeguato alla legge. L’ass. Mussner ha respinto gli emendamenti, compreso quello di Pöder per stralciare il comma che consentiva che il Museion fosse gestito da un ente privato, ha inoltre spiegato che lo Statuto sarà adeguato. Respinti tutti gli emendamenti, l’articolo 5 é stato approvato con 17 sì, 2 no e 9 astensioni.

Approvato senza discussione l’articolo 6 sul finanziamento (18 sì, 9 astensioni).

L’articolo 7 riguarda il personale, applica ai direttori e alle direttrici dei musei il trattamento dei direttori d’ufficio e prevede la possibilità di assumere personale a tempo determinato.

Hans Heiss (Gruppo Verde) ha proposto un emendamento sostitutivo al fine di prevedere l’accordo con i sindacati e definire esattamente le mansioni dove questo tipo di contratti sono permessi, nonché misure per stabilizzazione del personale attualmente CoCoCo e la possibilità di creare nuovi posti. Helmuth Renzler (SVP) ha proposto un subemendamento che, pur prevedendo la consultazione dei sindacati, la Giunta potesse stabilire criteri e linee guida per mansioni stagionali. Walter Blaas (Die Freiheitlichen) ha accolto sia l’emendamento che il subemendamento, criticando però queste eccezioni per il personale amministrativo e di pulizia: in questo modo, si creano discriminazioni all’interno della pubblica amministrazioni, per esempio per quanto riguarda il bilinguismo. L’ass. Florian Mussner ha riferito che l’articolo originario rispecchia quanto concordato con i sindacati, per poter cominciare con nuove regole già nella stagione entrante. Approvato il subemendamento Renzler, respinto l’emendamento del Gruppo Verde. L’articolo 7 é stato approvato con 15 sì, 2 no e 9 astensioni.

Approvati senza discussione gli articoli 8 (oggetti delle collezioni), 9 (immobili) e 10 (Incentivazione di musei e collezioni).

L’articolo 11 dispone che la Giunta nomini una Consulta museale quale organo consultivo per gli indirizzi di politica museale, composta da specialisti in materia e da un rappresentante del Consiglio dei Comuni. Andreas Pöder (BürgerUnion-Südtirol-Ladinien) ha chiesto di stralciare il riferimento a quest’ultimo rappresentante, non vedendo alcuna ragione per prevederlo: “Allora dovremmo inserire anche rappresentanti del Bauernbund o delle bande musicali”. Hans Heiss (Gruppo Verde) ha proposto che un componente sia delegato dalle consulte dei musei provinciali, in modo da garantire la competenza nel settore, che la consulta si riunisca almeno tre volte l’anno, invece che una, e che anche le Consulte dei singoli musei si riuniscano congiuntamente una volta l’anno, per favorire lo scambio di opinioni. L’ass. Florian Mussner ha respinto gli emendamenti, difendendo la presenza di un rappresentante del Consiglio dei Comuni e chiarendo che un rappresentante ladino, come richiesto con emendamento da Paul Köllensperger (5 Stelle), è già previsto. Anche l’aula ha respinto gli emendamenti. Ha invece approvato l’articolo 11 con 16 sì, 7 no e 4 astensioni.

Approvati infine senza discussione l’articolo 12 sul vincolo di tutela delle collezioni di interesse pubblico, l’articolo 13 contenente i criteri applicativi, l’articolo 14 con le norme finanziarie e l’articolo 15 che abroga la legge del 1988. 

Nell’ambito delle dichiarazioni di voto, Hans Heiss (Gruppo Verde) ha annunciato astensione, rammaricandosi che non fossero stati accolti alcuni emendamenti che contenevano questioni fondamentali, come il rafforzamento della posizione del management a livello medio, considerare maggiormente anche la posizione dei musei privati, rafforzare l’associazione dei musei. Dopo una fase di sviluppo durata fino agli anni ’90 ci sarebbe bisogno di un rilancio e della definizione ex novo di alcune strutture, di una riflessione sul futuro del Museo di archeologia, del forte di Fortezza e della Collezione Kreutzer, nonché sul ruolo del Museion. I musei sono di alto livello ma si devono porre nuove sfide.

Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha sottolineato che è importante guardare al futuro. Il personale deve essere ben qualificato, per trasmettere al meglio e con entusiasmo le nozioni. Un museo deve essere autentico, ha aggiunto la consigliera, pertanto non avrebbe senso che un italiano dirigesse il museo ladino e trasmettesse la cultura ladina ai visitatori; della cultura fanno parte anche la toponomastica e i nomi, compreso il nome “Südtirol” che la maggioranza voleva stralciare; bisogna inoltre avere il coraggio di dire che “Alto Adige” è un nome inventato dal fascismo, che non dovrebbe trovare spazio in una legge sui musei che rimarrà in vigore per decenni: bisogna trovare una soluzione definitiva per la questione.

Infine, il dlp 122/17: “Legge provinciale sui musei e sulle collezioni” è stato posto in votazione e approvato con 15 sì e 11 astensioni.

La prima seduta di giugno é conclusa; il Consiglio provinciale torna a riunirsi il 27 giugno.

 

(MC)