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Consiglio | 16.02.2017 | 23:12

1a commissione: disegno di legge elettorale

La commissione guidata da Amhof porta alcune modifiche alla proposta della SVP, intervenendo su clausola per i ladini, quote rosa e numero dei candidati. La votazione finale rimandata in attesa del parere finanziario. Respinto il dlp sullo stesso tema dei Freiheitlichen.

Riunita sotto la presidenza di Magdalena Amhof, la 1a commisione legislativa ha esaminato oggi due disegni di legge elettorale provinciale,  il dlp 101/16, Disposizioni sull'elezione del Consiglio e della giunta della Provincia autonoma di Bolzano nonché sull'elezione diretta del preisdente della Provincia (Pius Leitner e altri) e il dlp 115/15, Disposizioni sull'elezione del Consiglio provinciale, del presidente della Provincia e sulla composizione ed elezione della Giunta provinciale (Josef Noggler).

Dopo la discussione congiunta, il passaggio all'esame articolato è stato approvato solo per il secondo disegno di legge, quello presentato dal cons. Noggler, mentre per il primo è stato respinto con 5 no (Magdalena Amhof, Dieter Steger, Josef Noggler, Veronika Stirner e Christian Tschurtschenthaler), 2 sì (Ulli Mair e Myriam Atz Tammerle) e 2 astensioni (Brigitte Foppa, Alessandro Urzì).

La commissione ha quindi esaminato gli articoli del dlp 115/17, approvandoli tutti tranne la disposizione finanziaria, per la quale è necessario attendere il parere della Ripartizione Finanze della Provincia: la votazione finale è stata quindi rinviata alla prossima seduta, prevista il 24 febbraio.

Come spiega la presidente della commisione Magdalena Amhof, i punti più discussi sono stati le disposizioni sui ladini, sulle quote rosa e sul numero minimo di candidati. In tutti questi casi, la commissione ha portato modifiche al disegno di legge originario. Quale clausola di garanzia per i ladini si prevede ora che, se nessun candidato ladino risulta eletto, il 35mo posto in aula viene riservato al ladino che ha ottenuto più preferenze, a scapito dell'ultimo eletto della propria lista. Se in nessuna delle liste elette è presente  una persona ladina, il seggio va al ladino con il maggior numero di preferenze tra le altre liste, a scapito dell'ultimo eletto della lista eletta col minor numero di voti.
In quanto alla rappresentanza di genere, la commissione ha deciso di tornare alla vecchia regolamentazione, in base alla quale almeno un terzo dei posti in lista è da assegnare all'altro sesso; in caso contrario, i nomi in eccesso dell'altro sesso saranno cancellati, sulla base di un sorteggio, tranne nel caso in cui l'ufficio elettorale provinciale operi cancellazioni dalla lista per ineleggibilità. Il numero minimo di candidati è infine stato ridotto da 24 a 12.

"La disponibilità alla cooperazione da parte di maggioranza e opposizione è stata notevole", riferisce la pres. Amhof: "Ci sono state alcune divergenze d'opinione, ma abbiamo raggiunto anche compromessi. Tutti hanno compreso l'importanza che la provincia di Bolzano abbia finalmente la sua legge elettorale".

(MC)