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Consiglio | 14.06.2018 | 16:59

Lavori Consiglio: Omnibus, ordini del giorno

Esaminati gli ordini del giorno al dlp 158/18. Approvato il passaggio alla discussione articolata.

Nell’ambito della discussione del disegno di legge provinciale n. 158/18: “Modifiche di leggi provinciali in materia di ordinamento degli uffici e personale, istruzione, formazione professionale, sport, cultura, enti locali, servizi pubblici, tutela del paesaggio e dell'ambiente, energia, utilizzazione di acque pubbliche, caccia e pesca, agricoltura, protezione antincendi e civile, urbanistica, igiene e sanità, politiche sociali, famiglia, edilizia scolastica, trasporti, edilizia abitativa agevolata, lavoro, economia, cave e torbiere, entrate, commercio, turismo e industria alberghiera, rifugi alpini, artigianato, finanze e ricerca” (presentato dalla Giunta provinciale su proposta del presidente della Provincia Arno Kompatscher), sono stati presentati nel primo pomeriggio di oggi i numerosi ordini del giorno.

Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha chiesto che la Giunta creasse i presupposti giuridici affinché il periodo di servizio svolto dal personale delle scuole dell’infanzia a seguito di una chiamata diretta venisse conteggiato ai fini della graduatoria. L’ass. Waltraud Deeg ha accolto la proposta.

Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit), segnalando i disservizi postali tra  cui il mancato rispetto del bilinguismo, ha proposto che la Giunta avviasse le trattative con il Governo affinché tutti i servizi, il personale e le infrastrutture delle Poste italiane passassero alla provincia, e dopo questo passaggio si creassero i presupposti per mantenere anche gli uffici postali periferici, con la possibilità di offrire servizi postali anche nei negozi. Bisognerebbe a questo scopo sfruttare le nuove dinamiche col Governo. Myriam Atz Tammerle ha aggiunto che 10 milioni con cui vengono finalizzati i servizi delle Poste ogni anno vanno usati meglio, e che le loro proposte arrivavano dalla diretta esperienza di un componente del partito che lavora alle Poste. Il pres. Arno Kompatscher ha spiegato che lo Stato ha un contratto di servizio con Poste italiane SpA, e che l’anno scorso tali servizi sono stati ridotti nei comuni con meno di 5.000 abitanti. Ovviamente lo Stato vuole risparmiare, anche nelle sedi dei servizi postali, chiudendole e rendendo saltuaria la consegna. La Provincia si è fatta avanti, all’annuncio di riduzione dei servizi, vincolando mezzi dell’Accordo di Milano con un accordo triennale. Dei 10 milioni menzionati, lo Stato ne restituisce una parte proprio grazie all’accordo di Milano: è una partita di giro; se si abbandonasse questa soluzione, si perderebbe la parte restituita dallo stato. È stato anche concordato di assumere personale, selezionato unicamente in provincia di Bolzano, e proprio la ricerca di personale è il problema principale. Inoltre, c’è il vantaggio del centro di distribuzione a Bolzano, e non più a Verona; sono necessari ancora degli interventi, ma sarebbe sbagliato abbandonare ora il contratto. La proposta è stata respinta con 10 sì, 17 no e 3 astensioni.

Andreas Pöder (BürgerUnion-Südtirol-Ladinien) ha chiesto alla Giunta di introdurre il divieto di circolazione per mezzi pesanti fuori dall’A22, per tutelare la salute della popolazione, sia per il traffico pesante di transito che per il traffico pesante che ha come punto di partenza o di arrivo l’Alto Adige. Hans Heiss ha apprezzato la proposta ricordando il divieto per i mezzi pesanti introdotto a Bressanone. Ovviamente il divieto non deve essere così rigido da compromettere il commercio di vicinato. Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha invitato a distinguere tra transito e traffico che parte e arriva in Alto Adige, e sottolineato che il passaggio dall’Autostrada alla statale si deve a una malagestione dell’Autostrada del Brennero. ha quindi fatto riferimento alla circolazione notturna dei TIR e alla mancanza di controlli del rispetto del limite di velocità, nonché alle forti vibrazioni provocate dai mezzi pesanti che viaggiano accanto alle case. Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore) ha invitato a guardare non la pagliuzza del trasporto merci ma la trave, ovvero il comportamento irresponsabile dell’Austria che sta chiudendo l’accesso al proprio territorio, con le evidenti conseguenze. È evidente che i cittadini si aspettano di trovare la possibilità di scelta nei loro acquisti, che dipende dalla mobilità delle merci su strada: questo interesse deve essere fatto combaciare con quello dei cittadini a non subire l’inquinamento, ma non con misure paradossali e invadenti. L’Austria ha ben poco da ritirarsi in maniera stizzita da tavoli europei: se tutti facessero così, l’Europa non esisterebbe più. Walter Blaas (Die Freiheitlichen) ha evidenziato che nessuno vuole bloccare la circolazione delle merci, ,a limitare i disagi causati dal traffico pesante fuori dall’autostrada, giá segnalati dalla cons. Oberhofer. Bisogna trovare presto una soluzione per l’ingresso in autostrada a Bressanone sud, che alleggerirebbe di molto. è vero che c’è il problema della concessione che va mantenuta, tuttavia si spera che risolta la questione i piani e progetti siano giá pronti per partire. “Le assicuro che in questo senso c’è tutto il nostro impegno”, ha risposto il pres. Arno Kompatscher, che ha però ritenuto inattuabile l’ordine del giorno: per esempio, l’intero settore dell’edilizia sarebbe bloccato, e non si potrebbero esportare le mele. Il presidente ha riferito di aver comunicato al Ministro che la Provincia sta valutando divieti di transito temporanei, fino al ristabilimento di livelli dell’aria accettabili per la tutela della salute: “Questo ricade nelle mie competenze di presidente”. Gli uffici stanno lavorando per la certezza giuridica di questi interventi, e in parallelo di lavorerà con il ministero dei Trasporti per chiedere un divieto generale. Pöder ha ritirato la sua proposta.

Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha poi proposto alla Giunta di elaborare, insieme al Consiglio dei Comuni, una normativa che introducesse la possibiitá per i Comuni di prevedere una temporanea esenzione dall’IMI per ex fabbricati aziendali, ovvero una sua adeguata riduzione, nel caso in cui questi fabbricati non siano oggettivamente più vendibili o affittabili, o non abbia senso provvedere a una cambiamento di destinazione d’uso se tali fabbricati di trovano in Comuni strutturalmente deboli. Il relativo carico fiscale infatti è gravoso, fino a portare alla rovina finanziaria dei proprietari. Il pres. Arno Kompatscher ha chiesto a Mair a quale caso concreto si riferisse, e ipotizzando che si trattasse di agriturismo, perché gli edifici aziendali agricoli sono esenti: è possibile abbandonare l’attività o affittare l’edificio. Probabilmente, nel caso in esame ci si era dimenticati qualche scadenza, “ma questo non si può risolvere con una legge”.  Mair ha ritirato la sua proposta.

Andreas Pöder (BürgerUnion-Südtirol-Ladinien) ha chiesto poi di contenere i tempi di attesa per le visite specialistiche tramite la sanitá pubblica attraverso la sospensione delle prestazioni di natura privatistica del personale medico. “È inconcepibile che io come paziente io debba aspettare un anno per certe visite, mentre se pago posso andare subito”, ha detto Pöder: “Non è accettabile che si abbia una medicina di serie B o C nella stessa struttura ospedaliera”. L’ass. Martha Stocker ha chiarito che questo ha a che fare con la regolamentazione dei tempi di lavoro, che non valgono per l’ambito privato. Certo questo non è giusto, perché il privato ha dei vantaggi. Se la Provincia vieta l’intramoenia, ne risulteranno ancora più indebolite le strutture pubbliche, perché i medici andranno in una struttura privata. I casi urgenti vengono trattati entro 36 ore al massimo. Se i tempi d’attesa superano una certa tempistica, il direttore generale può vietare l’attivitá privata. L’assessora ha quindi respinto l’ordine del giorno, così come l’aula con 12 sì, 14 no e 1 astensione.

La Giunta ha poi accolto l’ordine del giorno con cui Hannes Zingerle (Die Freiheitlichen) che incaricava la Giunta di verificare quali indirizzi di studio professionalizzanti con laurea triennale possano essere ammessi al corso di formazione specifica per insegnanti di sostegno per la Provincia autonoma di Bolzano.

Ha accolto anche l’ordine del giorno con cui Elena Artioli (Team Autonomie)chiedeva di valutare il taglio, per quanto possibile, delle tasse universitarie per la Libera Universitá di Bolzano.

Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha poi chiesto che la Giunta si adoperasse affinché nelle aree soggette a uso civico i residenti del rispettivo Comune siano autorizzati alla raccolta di funghi e piccoli frutti nonché all’esercizio della caccia, con il confine per la caccia corrispondente a quello comunale e non a quello catastale. La consigliera ha fatto riferimetno all’Ellerwald a Sluderno. Ammettendo l’esistenza di una discussione sugli usi civici, l’assessore Arnold Schuler ha però respinto la proposta, sottolineando che la discussione riguarda anche altri temi e la caccia è già regolamentata. La proposta è stata  respinta con 7 sì, 15 no e 6 astensioni.

Sigmar Stocker (Die Freiheitlichen) ha proposto che la Giunta creasse i presupposti affinché i gatti randagi possano essere sterilizzati da veterinari del posto e i costi del servizio vengano rimborsati dalla Provincia. Sempre più cittadini fanno notare un grande numero di gatti randagi nei paesi, senza che si intervenga. Sven Knoll (STF) ha chiesto chiarimenti sulla parte impegnativa, in particolare sui “veterinari del posto”. Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha appoggiato la proposta, evidenziando che se non si controllano ci saranno tantissimi  gatti randagi. L’ass. Arnold Schuler ha espresso apprezzamento per chi si occupa di raccogliere e consegnare i gatti alla Sill, aggiungendo che la Provincia mette a disposizione importi molto più alti a questo scopo rispetto ad altre regioni, supportando sia la Sill che le strutture private. I contributi alle associazioni animaliste sono stati aumentati nel corso del suo mandato, ma se tutto deve essere rimborsato i costi esplodono: dopo un anno, si è verificato che in agosto i fondi erano giá finiti. È stato quindi trovato un accordo in base al quale chi è nel bacino d’utenza della SIll può far sterilizzare gratuitamente i gatti lì, nelle altre zone rimane il rimborso. Schuler ha aggiunto che ci sono state difficoltà nella gestione di alcune associazioni, i cui referenti sono cambiati frequentemente, e ha respinto l’ordine del giorno, come laula con 12 sì e 15 no

Di nuovo Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha chiesto di impegnare la Giunta a modificare quanto prima la decisione per la prevista temporanea chiusura della strada per il lago di Braies d’intesa con il Comune di Braies, in modo da procedere alla chiusura in caso di necessità, ovvero non appena i tre parcheggi sul lago sono completi, e riaprendola al traffico al più tardi alle 13. La chiusura disposta dal Comune di Braies dalle 10.30 alle 14 ignora infatti il risultato del workshop del marzo scorso da cui è emersa la richiesta di chiusura dalle 11 alle 13, altrimenti si penalizzano gli esercizi ristorativi a valle. L’ass. Florian Mussner ha spiegato che il lago è una meta turistica molto frequentata, e che il Comune ha cercato una soluzione: questo è un bene, ma ora il gruppo di lavoro che si è occupato del tema sta cercando di proporre alternative per migliorare la viabilità. In quanto all’imbocco della statale è previsto che il traffico diventi più fluido grazie alla rotonda provvisoria; va poi considerato l’accesso ai parcheggi, che però non è di competenza della Provincia. va risolta anche la questione dei turisti che passano se pagano 20 e con carta di credito. La decisione però non spetta alla Provincia, pertanto l’ordine del giorno non può essere accolto: esso è stato respinto con 9 sì, 15 no e 3 astensioni.

Sigmar Stocker (F) ha proposto che la Giunta si adoperi affinché ai Comuni che non suddividono gli appalti pubblici in singole lavorazioni vengano ridotti in proporzione i contributi provinciali previsti per l’opera in questione. Le piccole aziende artigianali lamentano infatti di non venir prese in considerazione in occasione delle gare. In questo senso, ha detto Stocker, i Comuni non vengono sollecitati, mentre vengono subito richiamati per rispettare gli obblighi di SPRAR. Il pres. Arno Kompatscher ha chiarito che con la SPRAR si tratta di resi´stribuzioni, che permettóno di evitare problemi, e che la proposta delle relative sanzioni è venuta dal Consorzio dei Comuni. In quanto agli appalti, la Provincia è stata la prima a muoversi a livello europeo, tuttavia bisognava intervenire prima degli appalti. Respinta con 6 favorevoli, 15 no e 4 astensioni.

Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto che la Provincia ottenesse la competenza primaria sullo sport, e che in futuro potesse agire del tutto autonomamente riguardo all’intera organizzazione di quest’ambito. Il consigliere ha ricordato che alle olimpiadi estive atleti e atlete della provincia di Bolzano hanno  vinto il 2,4% dle medagliere, a quelle invernali il 34,2%, e per diversi motivi sono insoddisfatti della gestione nazionale dello sport. Ha poi fatto riferimento ai risultati sportivi di una terra di soli 300.000 abitanti come l’Australia. L’ass. Martha Stocker ha detto di condividere molte parti dell’ordine dle giorno, e che la provincia di Bolzanos vetta a livello internazionale. La competenza primaria in questo senso è stato un tema della Convenzione, ed è su questo livello che bisogna lavorare. L’ordine dle giorno è stato respinto con 9 sì e 17 no.

Lo stesso Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto che all’interno delL’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino fosse pianificati e realizzato un progetto comune finalizzato all’autosufficienza energetica dell’intero Tirolo storico entro il 2050, analogamente a un analogo progetto lanciato in Tirolo. Facendo riferimento allo sviluppo dei prezzi del carburante, ZImmerhofer ha invitato a intervenire. , considerando che il Tirolo dispone di un potenziale enorme di fonti energetiche: acqua, legname, sole, energia geotermica. L’ass. Richard Theiner ha chiarito che anche la provincia di Bolzano ha obiettivi più ambiziosi,come aumentare al 90% la quota di energia rinnovabile entro il 2050 (nel 2014 si era giá al 68%). Una valutazione viene fatta ogni 5 anni, cosa che fanno pochissime regioni. Non è importate avere un programma identico alle regioni confinanti, ma lo stesso obiettivo. La proposta è stata respinta.

L’ass. Waltraud Deeg ha poi accolto la proposta di Josef Noggler (SVP) di provvedere, entro un anno, affinché nei protai per l’inserimento dati di competenza della Provincia fosse sempre prevista la possibilità per i cittadini di delegare a un’associazione o organizzazione, poiché non tutti possiedono le conoscenze necessarie a questo scopo.

Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore)  ha chiesto che la Giunta si impegnasse all’assunzione a tempo indeterminato a decorrere dal 2018/19 dei docenti della scuola a carattere statale inseriti nelle graduatorie ad esaurimento della provincia di Bolzano, con una procedura tesa allo svuotamento delle suddette graduatorie, introducendo gli insegnanti in progetti mirati, per esempio per l’inserimento di persone con background migratorio. L’ass. Christian Tommasini ha risposto che purtroppo non si può, perché è necessaria un’abilitazione specifica. La Giunta ha autorizzato il potenziamento dell’organico della scuola italiana di 15 posti, per via di maggiori iscrizioni, ma le specializzazioni non sono intercambiabili. Con 4 sì e 23 no l’ordine del giorno è stato respinto.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto che la Giunta si esprimesse contro l’obbligo di adattamento dei layout dei siti web dei Comuni in base agli standard nazionali, con la copertura autonoma dei relativi costi, e promuovesse a questo scopo una regolamentazione autonoma. I Comuni altoatesini hanno peculiaritá proprie e devono anche rispettare il bilinguismo o trilinguismo. Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore) ha segnalato che se la peculiarità è quella del bilinguismo, questo non giustifica la richiesta, anche perché altri Comuni hanno siti bilingui italiano/inglese. Il pres. Arno Kompatscher ha segnalato che è stato chiesto l’adeguamento del layout, non dei contenuti, e che c’è una ditta incaricata; a livello nazionale si continua a pretendere l’adeguamento a certi standard, ma la Provincia ha trasmesso a Roma una norma d’attuazione per chiedere l’autonomia digitale, presentando apposita domanda in Commissione dei 12. La Provincia si adegua ai sistemi statali quando lo ritiene opportuno, rispettando ovviamente gli obblighi internazionali. Kompatscher ha aggiunto che avrebbe chiesto al Consorzio dei Comuni se l’adattamento agli standard era ancora un obbligo. Leggermente modificata la parte impegnativa, l’ordine del giorno è stato accolto dal pres. Kompatscher.

Il passaggio alla discussione articolata è stato approvato con 16 sí, 4 no e 9 astensioni.

(MC)